Si terrà sabato 19 ottobre, in piazza San Francesco a Ravenna, la giornata di sensibilizzazione del “118 Romagna soccorso” sulla problematica delle morti improvvise per cause cardiache di persone apparentemente sane, e sulle manovre da mettere in atto per evitare o limitare i rischi per la salute connessi all’arresto cardiaco. L’iniziativa, supportata dalle sezioni ravennati di Croce Rossa Italiana e Pubblica Assistenza e dalla Cooperativa Bagnini di Ravenna, è stata presentata quest’oggi, martedì 15 ottobre, nella sede del “118 Romagnasoccorso”.


Il programma della giornata prevede incontri e dimostrazioni pratiche e formazione per la rianimazione cardiopolmonare: esperti del 118 e volontari delle associazioni coinvolte aiuteranno le persone all’addestramento delle manovre di rianimazione cardio-polmonare e all’uso del defibrillatore oltre alla presentazione dell’app DAERespondER, si tratta di un’applicazione da installare sul telefonino che segnala in tempo reale le emergenze cardiache a tutti coloro che hanno fatto un corso di formazione per il primo soccorso.

Anche a Ravenna è infatti presente un piccolo esercito di persone che sono addestrate ed autorizzate ad effettuare manovre salva-vita, che ora hanno uno strumento in più. Attraverso una App regionale, infatti, questi soccorritori possono essere geolocalizzati dalla Centrale operativa del 118 qualora si trovino nei pressi di un evento di arresto cardiorespiratorio, per aiutare, se serve, in attesa dell’arrivo del 118.

In Europa gli arresti cardiaci sono 400.000 di cui il 70% in presenza di qualcuno che potrebbe cominciare il massaggio cardiaco. Nell’area di Ravenna in media ogni due giorni una persona necessita dell’intervento di rianimazione cardiopolmonare del “118 Romagnasoccorso”, per un totale di 150-200 interventi in un anno.

L’arresto cardiaco è causa di morte improvvisa in otto casi su dieci dei decessi di origine cardiovascolare; in Italia si stima un’incidenza di 50-60 mila persone all’anno e l’esito dell’intervento dei soccorsi è positivo nell’11-16% dei casi. Fondamentale, nell’attesa del personale sanitario, è praticare le prime manovre di rianimazione e l’utilizzo del defibrillatore. “Il tempo per agire è poco circa 5 minuti prima che si instauri un danno al cervello per mancanza di ossigeno”, fa notare l’Ausl in una nota stampa.

“La prospettiva – ha comunque spiegato il dottor Mauro Menarini, direttore del 118 Romagnasoccorso – è comunque che chiunque possa intervenire, anche senza aver fatto il corso, poiché a fronte di un paziente con un arresto un massaggio cardiaco, guidato per telefono dalla centrale 118, anche se effettuato da un non esperto, può avere un effetto positivo. E perché l’uso del Dae è oramai di una semplicità estrema. Al momento per poter intervenire bisogna aver fatto un corso ma è al vaglio un disegno di legge che aprirebbe la possibilità d’intervento a tutti. E’ importante anche perché il numero di casi aumenta e spesso in persone sempre più giovani”.