Lo scoprimento dell'icona in memoria di Costanzo Basaglia
Lo scoprimento dell'icona in memoria di Costanzo Basaglia

“Continuiamo a volerci bene, come diceva Costanzo”: è la raccomandazione-augurio con la quale si è sciolta l’assemblea di dipendenti, famigliari, ex-dipendenti del petrolchimico che mercoledì 30 ottobre ha partecipato alla tradizionale Messa per Enrico Mattei e per i lavoratori defunti celebrata anche quest’anno dall’arcivescovo di Ravenna, monsignor Lorenzo Ghizzoni (e concelebrata dal nuovo parroco del Villaggio Anic, don Lorenzo Rossini).

Il riferimento è a Costanzo Basaglia, fondatore e anima della sezione aziendale dell’Unitalsi, di cui si è ricordato l’impegno e la presenza accanto ai colleghi in difficoltà, a un anno dalla morte, anche con la benedizione di un’icona di Santa Barbara, offerta dalla famiglia di Basaglia, che ha trovato posto nell’omonima cappella, dopo essere stata benedetta dall’arcivescovo.

Basaglia è appunto uno dei tanti colleghi (prima di tutto il fondatore dell’Eni a Ravenna, Enrico Mattei) per i quali si è pregato nel pomeriggio di mercoledì: un gesto cristiano e molto significativo, ha spiegato monsignor Ghizzoni nell’omelia: “La preghiera ci tiene legati, in comunione, al di là del tempo e delle caratteristiche, in un modo misterioso ma vero. Le preghiere per i defunti non vanno disperse, ci mantengono nella comunione dei Santi”.

“La Chiesa oggi e il Regno di Dio domani appartiene a tutti – ha proseguito l’arcivescovo in riferimento al brano di Vangelo al centro della liturgia di oggi –. Non ci sono preferenze tra culture, tra chi ha più ricchezze o meno, tra popoli. La casa del Signore è aperta tutti. Ciascuno di noi, nonostante le nostre ombre, può essere accolto. E chi è primo sarà ultimo, e viceversa… perché il modo di giudicare di Dio è diverso dal nostro. È un messaggio di speranza, applicabile anche a coloro che ci hanno preceduto”. “Il nostro battistero Neoniano – ha concluso monsignor Ghizzoni – aveva quattro porte, una per ogni punto cardinale e il riferimento era proprio a questo brano del Vangelo che ci dice che la salvezza è davvero aperta a tutti”.