C’era anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte oggi a Marina di Ravenna in occasione della firma dell’accordo tra Eni, Cdp, Terna e Fincantieri per produrre su scala industriale l’energia da moto ondoso. E facendo riferimento al progetto ISWEC di Eni per la produzione di energia elettrica dalle onde del mare, il premier, davanti ad una numerosa platea, non ha nascosto la sua “entusiasta adesione” a quello che è “un progetto fortemente innovativo, ideato e realizzato da una filiera completamente italiana, lo rimarchiamo”.
Piace molto al premier questo progetto, tanto da definirlo “particolarmente significativo per il nostro Sistema Italia” e tanto da riconoscere che “la piattaforma tecnologica sviluppata da Eni qui a Ravenna, e in prospettiva anche in Sicilia, è stata felicemente definita la culla dell’energia”. Ma Conte ci vede anche una tecnologia molto promettente, che poggia sul mare che “è la più grande fonte di energia rinnovabile in potenza: secondo alcune stime, le onde, le maree, le correnti e le differenze di densità delle acque racchiudono un contenuto energetico di 2 TeraWatt, che eguaglia quasi il consumo annuo di elettricità dell’intero pianeta”.

C’è un’altra sottolineatura che dimostra il gradimento del premier. “Il progetto pilota qui si realizza in soli tre anni, mentre invece fin qui hanno impiegato anche dieci anni. E’ un progetto fortemente innovativo, in grado di generare elettricità a zero emissioni inquinanti e zero emissioni di CO2, con un basso impatto paesaggistico. Ecco perchè cercheremo di orientarlo”.

E se da un lato il Presidente del Consiglio riconosce il meritorio impegno di Eni “nell’orientare l’intera strategia di investimento aziendale verso il rispetto degli 17 obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 dell’Onu, che anche l’Italia ha sottoscritto, dal momento che l’azienda si è impegnata a investire oltre 3 miliardi di euro fino al 2022 in un percorso di decarbonizzazione”, dall’altro lato certifica, numeri alla mano, l’impegno del Governo sulla strada dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. “Nella manovra abbiamo previsto 8 miliardi di investimenti pubblici aggiuntivi nel prossimo triennio che saranno destinati alla promozione della sostenibilità ambientale e sociale, all’economia circolare, all’efficientamento energetico e alle energie rinnovabili”. Queste risorse, prosegue Conte, se considerate “in un’ottica di lungo periodo cresceranno fino a diventare circa 55 miliardi nell’arco dei prossimi 15 anni e si coniugano anche agli investimenti privati, dove pensiamo di erogare contributi e incentivi per circa 6 miliardi nel prossimo triennio”.