L'impianto Iswec che inaugurerà il premier Conte
L'impianto Iswec che inaugurerà il premier Conte

Che sia un impianto innovativo, tecnologicamente avanzato e decisamente strategico lo conferma l’interesse del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che qualche settimana fa ha annunciato la sua visita a Ravenna per inaugurarlo.

Iswec, il nuovo impianto Eni ricava energia dalle onde del mare è stato avviato a fine marzo. La visita di Conte è prevista per lunedì 28 ottobre. In attesa di illustrare a Conte le sue potenzialità, Alberto Manzati, responsabile del distretto centrosettentrionale di Eni, che ha sede proprio a Ravenna, spiega a Risveglio Duemila il valore e il funzionamento di questa opera, che sorge al largo di Porto Corsini.

“Per capire i vantaggi dello sfruttamento delle onde, bisogna sapere che è l’energia rinnovabile a maggiore densità energetica. Inoltre, le onde possiedono elevata prevedibilità e bassa variabilità – illustra Manzati – e rappresentano una fonte di energia molto promettente per il futuro e adatta alla decarbonizzazione dei processi offshore.
Questa tecnologia, in futuro, consentirà a Eni di convertire piattaforme offshore mature in hub per la generazione di energia rinnovabile, oltre che fornire un contributo rilevante non solo ai processi di decarbonizzazione in ambito offshore ma anche e più in generale a supporto della sostenibilità dei sistemi di produzione di energia elettrica e della diversificazione delle fonti rinnovabili”. 

Con questo progetto pilota Ravenna resta al centro delle politiche di approvvigionamento di nuove forme di energie pulite e rinnovabili: “In un’ottica di economia circolare le nostre piattaforme stanno diventando gli apripista per la realizzazione di veri e propri hub per la cattura e l’utilizzo di energie rinnovabili dal moto ondoso”, spiega Manzati. 


Dopo pochi mesi di attività, i primi risultati di questa piattaforma sono già concreti.
“L’elevato potenziale dimostrato – sottolinea ancora Manzati – dalla tecnologia Iswec, a seguito dei risultati raggiunti durante il field test, tra i quali una potenza di picco generata pari al 103% della potenza nominale, ha spinto Eni, Cassa Depositi e Prestiti, Fincantieri e Terna a siglare il 19 aprile scorso, un accordo per il suo sviluppo e realizzazione su scala industriale, con l’obiettivo di esplorare insieme possibili progetti su larga scala, per rendere più efficienti e a minor impatto carbonico i processi operativi convenzionali, e per permettere la creazione di nuovi segmenti di business nell’ambito energetico sempre più efficienti e sostenibili”.