Un momento della Messa di chiusura del mese missionario straordinario in Diocesi
Un momento della Messa di chiusura del mese missionario straordinario in Diocesi

Pasaggio ideale di testimone, mercoledì sera a San Biagio, per la missione diocesana in Perù. Alla chiusura del Mese missionario straordinario in diocesi (si è pregato il Rosario e l’arcivescovo ha celebrato la Messa con l’intenzione missionaria) erano infatti presenti alcuni dei laici che accompagneranno l’Arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, nella visita pastorale a Carabayllo la prossima settimana e anche Pino Farinelli, il volontario appena rientrato dopo 50 giorni di missione.

“Questa volta ho avuto maniera di fare anche evangelizzazione, insieme con i gruppi della Legio Mariae – racconta Pino a Risveglio Duemila -. Siamo andati di porta in porta e siamo stati accolti da un quarto delle famiglie alle quali abbiamo suonato: abbiamo letto insieme il Vangelo del giorno, abbiamo detto due parole e li abbiamo invitati in parrocchia. Credo sia fondamentale là: senza l’aiuto dei laici, don Stefano (Morini, il sacerdote fidei domun che guida la missione – ndr) non riuscirebbe a raggiungere tutti. E i risultati ci sono: la gente è aumentata tantissimo a Messa, rispetto all’ultima volta che ero andato in Perù. In chiesa ci sono 600 sedie, e la domenica, spesso, i fedeli restavano fuori dalla chiesa”.

Nella parrocchia di Jesus Misericordioso, prosegue Pino, tutto è pronto per la visita pastorale dell’arcivescovo, che con tutta probabilità inaugurerà anche la nuova sagrestia.

Ma c’è attesa anche da parte di chi sta per partire: “Speriamo che la nostra visita rappresenti una spinta e un aiuto alla comunità parrocchiale di Carabayllo e che sia l’occasione per ribadire che c’è comunione tra le nostre Chiese. Confidiamo nelle vostre preghiere“, ha spiegato l’arcivescovo al termine della Messa. E, citando il Vangelo del giorno nell’omelia (Luca 13, 22-30, “Sforzatevi di entrare dalla porta stretta…”, “Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio”), monsignor Ghizzoni ha spiegato: “Tutti i popoli hanno diritto di conoscere Cristo, che è figlio di Dio, fatto carne per salvare l’uomo dal peccato e dalla morte. Non dobbiamo avere paura di entrare dalla porta stretta per questo. Ci sono popoli lontani o anche che abitano vicino a noi che hanno bisogno della nostra testimonianza”.