Sulla strage di uccelli nella Valle della Canna, si muove anche la Procura. E’ notizia di queste ore la decisione di aprire un fascicolo per cercare di capire se ci sono ipotesi di reati ambientali. Quella che si è verificata in questi giorni in quest’angolo di territorio è una vera e propria strage di anatidi: l’ultimo dato, aggiornata a sabato, parla di circa 1.100 volatili morti, ovvero gli esemplari che sono stati recuperati e portati via dalle associazioni venatorie e dal centro di recupero avifauna. Dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Forlì giunge notizia che la causa della morte degli animali sarebbe il batterio del botulino, che si sviluppa in ambienti in cui si manifesta una carenza di ossigeno. Nelle scorse settimane, nella valle della Canna si sono formate diverse pozze d’acqua putrida.
In una nota il Comune di Ravenna precisa di avere “favorito azioni straordinarie per il ricambio delle acque della valle in maniera rapida e per fornire così ossigeno all’area e limitare la proliferazione del botulino con l’auspicio di uscire dall’emergenza”. D’altra parte si tratta di “un ambiente tenuto artificialmente – continua la nota del Comune – in un difficile equilibrio, attraverso la regolazione dei livelli idrici, e la cui gestione è molto complessa perché esistono esigenze molto diverse tra loro e a volte contrapposte, in relazione alle condizioni di vita del patrimonio di flora e della diversa fauna che lo popola”. Questo delicato equilibrio è stato “messo ulteriormente a dura prova, oltre che dalle note problematiche legate ai cambiamenti climatici anche dalle temperature anomale del mese di settembre e inizi di ottobre, che hanno contribuito a determinare la situazione di criticità”, conclude la nota del Comune.
La Procura cercherà di risalire ad eventuali responsabili che avrebbero dovuto assicurare il ricambio di quelle acque.