È proseguito oggi, lunedì 7 ottobre, con una processione dalla basilica di San Pietro verso l’Aula Paolo VI, luogo dei lavori, il Sinodo dei vescovi per l’Amazzonia. Protagonisti della processione, insieme ai 184 padri sinodali, i 17 rappresentanti dei popoli originari, che hanno issato sulle spalle, portandola in processione insieme con loro, una canoa con tutti i simboli e i prodotti tipici della regione panamazzonica. Papa Francesco era al centro della processione. Il Sinodo è stato inaugurato domenica 6 (si chiuderà il 27 ottobre) dal Papa con la Messa di apertura nello stesso luogo.

Ieri, nell’omelia durante la Santa Messa, il Papa aveva affermato che “La prudenza è la virtù del governo”, esortando i padri sinodali a praticare quella che non è una “virtù-dogana”, ma la virtù del Pastore, l’esatto contrario della timidezza o dell’indecisione. Al centro dell’omelia, il ritratto di una Chiesa che, sulla scorta di Paolo – “il più grande missionario” – sappia camminare insieme per affrontare le sfide più urgenti per il futuro di quello che è considerato il polmone del pianeta. Come i “nuovi colonialismi”, la cui avidità “divora popoli e culture” grazie a un “fuoco appiccato in nome di interessi che distruggono”. Sempre durante la celebrazione il Papa aveva affermato che “Dobbiamo accostarci ai popoli amazzonici in punta di piedi, rispettandola loro storia, la loro cultura, il loro stile del ‘buen vivir’ nel senso etimologico della parola, e non nel significato sociale”.

Papa Francesco ha spiegato che “il Sinodo per l’Amazzonia ha quattro dimensioni: pastorale, culturale, sociale, ecologica. La prima è l’essenziale, abbraccia tutto”. “Non esiste un’ermeneutica asettica”, ha spiegato Francesco esortando i padri sinodali a vivere “la realtà amazzonica con occhi di discepoli e missionari. Senza lo Spirito Santo non c’è annuncio di Gesù Cristo, che non va confuso con il proselitismo”.

 “Deforestazione, uniformizzazione e spogliazione: è un programma che non rispetta la poesia dei popoli, la realtà dei popoli, che è sovrana”, la tesi del Papa: “Andiamo a contemplare, a comprendere e a servire i popoli, e lo facciamo percorrendo un cammino sinodale, non una conferenza”.