I rappresentanti delle associazioni ed enti coinvolti nel progetto "Nutrire Ravenna"

Associazioni di volontariato e di categoria, enti pubblici e privati insieme nell’ambito del progetto “Nutrire Ravenna” per ampliare la rete di contrasto alla povertà e promuovere il diritto al cibo. Dopo la chiusura del primo progetto, partito nel 2015, è stato ricostituito nel febbraio di quest’anno il Tavolo specifico, “occasione per la nostra città di avviare una riflessione comune – afferma l’assessora Valentina Morigi – assieme alle associazioni di volontariato e di categoria, ai soggetti della grande distribuzione e agli operatori della ristorazione, di produzione di pensiero comune sulla lotta allo spreco alimentare e della presa in carico della povertà alimentare”. Ne è scaturito un fitto calendario di iniziative che si svolgeranno in città dal 12 ottobre al 30 novembre, che prevedono due convegni (il 12 ottobre e il 25 novembre), una mostra, un corso di formazione e un evento finale.
Al convegno del 12 ottobre, dal titolo “Lotta alla povertà e spreco alimentare come occasione di sviluppo”, parteciperà, fra gli altri, l’onorevole Maria Chiara Gadda, deputata promotrice della legge 166/2016 “Legge antispreco”; nel corso dello stesso sabato in diversi punti vendita Coop sarà attiva l’iniziativa “Dona la spesa”, raccolta beni alimentari a favore delle associazioni del territorio. 
Dal 12 ottobre al 30 novembre, nella sala espositiva di via Berlinguer 11, sarà possibile visitare la mostra “I buoni del pane, il pane dei buoni” a cura di ENGIM, CheftoChef/Ravenna Food, associazione Internazionale menù storici.
Tante le associazioni di volontariato e categoria e gli enti coinvolti nel progetto: tra questi Caritas, Dormitorio Buon Samaritano della parrocchia San Rocco, Mistral, Per gli Altri, Confcommercio, Cna e Confesercenti.
Tra le azioni articolate e complesse messe in campo rientrano quelle di “Ecologia di Comunità” che a sua volta riunisce dieci associazioni di volontariato e sviluppa tre direttrici fondamentali inerenti la ricerca, la formazione e la comunicazione per approfondire l’analisi dei bisogni, contribuire allo sviluppo di nuove competenze, sviluppare attività di informazione e sensibilizzazione diffuse della comunità e dei ristoratori locali. La prima è pertanto un’azione di ricerca e di analisi che si articola in diverse fasi tra cui la distribuzione di un questionario ai responsabili che operano in contesti di povertà ed emarginazione.