E’ salito a tremila il numero degli uccelli e degli anatidi trovati morti nella Valle della Canna. Una vera e propria strage che ha indotto, come abbiamo segnalato ieri, la Procura di Ravenna ad aprire un fascicolo per far luce sulle eventuali responsabilità penali. In astratto, le ipotesi di reato configurabili vanno dall’inquinamento ambientale al disastro ambientale. Il fascicolo al momento è stato aperto contro ignoti in attesa di dare una risposta alla domanda che la Procura si fa: chi sarebbe dovuto intervenire? Chi avrebbe dovuto controllare le pozze d’acqua diventate putride e senza ossigeno tali da far dilagare le tossine di botulino che hanno portato alla moria di uccelli.
Intanto, in una nota stampa diramata, il Parco del Delta del Po comunica di “aver disposto con Decreto Presidenziale, la sospensione di qualsiasi forma di attività venatoria in un raggio di 3 km dal perimetro dell’area interessata dalla moria di uccelli anatidi a causa, presumibilmente, dell’intossicazione da tossina botulinica di tipo C, fenomeno riscontrato la scorsa settimana in Valle Mandriole, o Valle della Canna. Va ricordato che nell’area interessata dal fenomeno l’attività venatoria non è mai consentita, a differenza delle zone contigue”, ovvero quelle del Sub comprensorio n.4 “Ravenna-Alfonsine-Cervia” “denominato PP Ravenna, in un raggio di 3 km dal perimetro della Valle Mandriole, e resterà valida fino a specifica revoca. Il Comune nel frattempo, insieme a tutti gli enti competenti, ha favorito azioni straordinarie per il ricambio delle acque della valle in maniera rapida e per fornire così ossigeno all’area e limitare la proliferazione del botulino con l’auspicio di uscire dall’emergenza”, conclude la nota del Parco del Delta del Po..