Paolo Uggè, con il presidente di Confcommercio Faenza, Paolo Caroli

Confcommercio provincia di Ravenna e FAI Romagna (Federazione Autotrasportatori italiani) hanno firmato un protocollo d’intesa che porterà nuovi punti di vista all’interno di Confcommercio provincia di Ravenna su tematiche come logistica, infrastrutture, e trasporti, mentre per gli associati della F.A.I. si amplierà l’offerta per servizi e competenze professionali oltre che l’opportunità per nuove connessioni e sinergie fra le stesse imprese.
la firma è avvenuta nel corso del convegno “Autotrasporto tra tariffe, controlli e scurezza”, tenutosi nei giorni scorsi alla sala Bini di Confcommercio Ravenna, alla presenza dei vertici e delle rappresentanze delle due Associazioni di categoria e di professionisti del settore.

Nel corso del convegno, Paolo Uggè, presidente del F.A.I. e vice presidente Confcommercio Imprese per l’Italia, ha ricordato cosa ha fatto finora “la categoria dell’autotrasporto per contenere l’inquinamento da circolazione di mezzi pesanti” e che “le emissioni diminuite in un periodo che va dal 1991 al 2018 per il 29,7% mostrano gli effetti di iniziative prese”.
“Abbiamo suggerito di destinare risorse funzionali alla sostituzione del parco circolante – ha aggiunto Uggè – per ulteriore abbattimento delle emissioni. Nemmeno gli impegni sulla destinazione di risorse in rapporto al PIL vengono rispettati; nemmeno le risorse già destinate vengono interamente spese. Si può discuterne se ci confrontiamo; ma finora il Ministro non ci ha concesso il confronto, e stiamo esaminando iniziative possibili come un blocco dei trasporti, perché se non c’è il confronto, la conseguenza inevitabile è lo scontro”.

Per Confcommercio e F.A.I. un confronto con il Governo è necessario “anche per la questione – di primaria importanza – del ‘dumping sociale’: i costi del lavoro, sempre più bassi, negli ultimi Paesi entrati nell’Unione europea”, si legge nel comunicato diramato dalle due associazioni. “Per fare un esempio a noi vicino (e nemmeno il più clamoroso), la Polonia, che ha con l’autotrasporto il 3% del PIL, conduce il 75% del trasporto in Paesi dell’Unione europea. L’Italia ha ridotto dal 40 al 20%: noi abbiamo una ‘palla al piede’ che ci impedisce di correre: una politica dei trasporti che penalizza il Paese”.
Di fronte a questo quadro la consapevolezza e convinzione che il mondo associativo “è la realtà che può dare risposte, attraverso una rappresentanza politica, con una persona dedicata e un ufficio che Confcommercio ha a Bruxelles”, ma è anche la realtà idonea “per affrontare le sfide della crescita: sempre di più, l’autotrasporto evolve in servizio alla logistica. Le imprese di autotrasporto sono chiamate a dare servizi a valore aggiunto, ad essere punto di raccordo tra magazzinaggio, movimentazione, produttori”.