Michele Graziani, leader dei giovani agricoltori di Coldiretti

“Un taglio di 370 milioni di euro all’agricoltura italiana, non solo la più green d’Europa con primati nella qualità e nella sicurezza alimentare, ma anche la più giovane del Vecchio Continente dato che il nostro Paese è al vertice per numero di under 35 impiegati in agricoltura, è a dir poco inaccettabile”.  Ad affermarlo è la Coldiretti Ravenna, preoccupata per il taglio agli stanziamenti per la Politica agricola comune (Pac) dal 2020 al 2021, “che andrebbe , di fatto, a cancellare con un colpo di spugna – avverte Michele Graziani, leader dei giovani agricoltori ravennati di Coldiretti – il futuro dell’agricoltura made in Italy. Un futuro che, anche nel Ravennate, è attualmente in mano agli under 35, protagonisti di un’agricoltura che è tornata ad essere un settore strategico per la ripresa economica ed occupazionale. Negli ultimi anni, infatti, è proprio l’agricoltura l’unico comparto economico che nel Ravennate, grazie ai sacrifici e agli investimenti dei giovani imprenditori, mostra vitalità”.
A confermarlo non è solo l’ultimo rapporto sulla demografia delle imprese della Camera di Commercio provinciale “che mostra come le aziende agricole giovanili registrate a Ravenna – riprende Graziani – sono cresciute di oltre il 9% nell’ultimo anno, ma anche le domande di primo insediamento agricolo presentate e accettate dal 2015 ad oggi nell’ambito dei bandi dell’ultimo Piano di Sviluppo Rurale dell’Emilia-Romagna che hanno consentito l’avvio di oltre 1200 imprese sul territorio regionale, 165 solo nella nostra provincia“.
È necessario pertanto sempre “maggiore rigore nelle prossime tappe del difficile negoziato tra i Capi di Stato e di Governo – conclude la nota di Coldiretti Ravenna – per salvaguardare le risorse finanziare, ma anche per realizzare una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che ‘riequilibri’ la spesa facendo in modo di recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare”.