Il presidente di Fiba Emilia-Romagna Maurizio Rustignoli (secondo da sinistra)

Nei giorni scorsi si è riunito il direttivo della Presidenza regionale Fiba Confesercenti Emilia Romagna con l’obiettivo di affrontare i temi che interessano la categoria degli imprenditori balneari della Regione Emilia-Romagna. Nell’occasione grande attenzione è stata posta “sulla verifica dello stato di attuazione negli oltre 10 Comuni costieri – si legge nella nota diramata dall’associazione di categoria regionale – delle procedure di estensione di durata dei titoli concessori al 2033 come previsto dalla legge 145 del 2018″.

Nella maggior parte dei Comuni, infatti, le procedure sono correttamente partite e gli operatori balneari “stanno già cogliendo le opportunità che si schiudono con la ritrovata certezza d’impresa, la conseguente maggiore facilità di accesso al credito – spiega nella nota Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Emilia-Romagna – e la forte connessa capacità di investimento nella riqualificazione turistica delle strutture. Purtroppo registriamo ancora un paio di realtà comunali, nella parte sud della costa romagnola, dove questo processo non è stato ancora avviato dalle competenti amministrazioni locali”.

Alla luce di questa situazione, la Fiba, attraverso il suo presidente esprime l’auspicio che, in tempi brevi, si arrivi “anche in queste realtà territoriali al riconoscimento di quanto previsto dalla legge nazionale e chiediamo alla Regione Emilia Romagna di intervenire in questo senso perchè è assolutamente inspiegabile che ci siano colleghi che ancora non possono entrare in questo processo virtuoso per colpe non proprie”.

A chiusura della nota, Rustignoli assicura l’impegno di Fiba Emilia-Romagna a vigilare “affinchè tutte le amministrazioni locali mettano in campo con urgenza quanto necessario per il pronto riconoscimento formale dell’estensione della durata delle concessioni fino al 31 dicembre 2033. Vogliamo evitare di trovarci costretti ad avviare la mobilitazione generale della categoria senza escludere adeguate forme di protesta”.