Benigno Zaccagnini ricorda don Primo Mazzolari
Benigno Zaccagnini ricorda don Primo Mazzolari

“Un riformatore dall’anima rivoluzionaria”: così lo definisce il professor Guido Formigoni, docente di storia contemporanea dell’Università Iulm, forse uno dei massimi conoscitori della figura di Zaccagnini. E sarà lui a prendere la parola e a tracciare il profilo dello statista domani, 5 novembre, davanti al presidente della Repubblica nella commemorazione per il trentennale della morte, in programma al Pala De Andrè.

“Aveva una credibilità come politico che gli veniva dalle cose, dalla scelte, non dall’immagine”, ricorda nell’intervista che ha concesso a Risveglio Duemila. A livello politico, spiega, “riuscì a mobilitare parecchie energie giovanili e un rinnovato interesse in un mondo cattolico scettico e spesso critico, avviò un percorso di rinnovamento interno (pur travagliato e ancora tutto da studiare) e appoggiò infine la prospettiva di Moro del dialogo con il Pci secondo le esigenze della “solidarietà nazionale” (cosa ben diversa dal “compromesso storico” di Berlinguer)”.

Il cuore del suo impegno nella cosa pubblica, rivela Formigoni, è stata la fede: “l’ispirazione cristiana è sempre stato l’orizzonte spirituale della sua vita, ma non la giocava certo in chiave di identità ideologica e contrappositiva: casomai come sorgente di profondo amore per gli esseri umani e per la cittadinanza democratica, traducendola anche nel dialogo con chi la pensava diversamente. 

In questo era molto debitore alla scuola della Fuci di mons. Montini che lo vide protagonista negli anni ’30. Molte scelte della sua vita, da quella resistenziale a quelle politiche, furono lungamente discusse e verificate con un gruppo di amici in cui molti preti erano spontaneamente presenti. Poi conservava il senso vivo della propria coscienza autonoma (non per caso assunse come partigiano il nome di battaglia “Tommaso Moro”).

Comunque, posso ricordare una vera e propria diffusa stima nei suoi confronti in molti protagonisti della Chiesa italiana del Concilio, come il cardinal Silvestrini e il cardinal Carlo Maria Martini (della pubblicazione delle cui opere mi sto occupando)”.