Papa Francesco durante il suo intervento

Un accorato richiamo a unirsi tutti per proteggere i minori dagli abusi e dal dilagare della pornografia su internet, in un mondo segnato dal “vertiginoso sviluppo delle tecnologie” della comunicazione. Lo ha rivolto giovedì 14 novembre papa Francesco a scienziati, comunicatori, istituzioni, educatori, leader religiosi, famiglie ma prima di tutto alle aziende del settore. All’udienza in Vaticano, il Papa si è rivolto in particolare ai circa 80 partecipanti al Convegno “Promoting Digital Child Dignity sulla dignità dei minori nel mondo digitale che ha preso il via ieri.

La causa della protezione dei minori nel mondo digitale deve vederci uniti, ha detto il Papa, come testimoni dell’amore di Dio per ogni persona, a cominciare dai più piccoli e indifesi, per far crescere in tutti, in ogni parte del mondo e in ogni confessione religiosa, l’attenzione, la cura e la consapevolezza. Vogliamo bandire dalla faccia della terra la violenza e ogni tipo di abuso nei confronti dei minori.

A prendere la parola prima del suo discorso, lo sceicco Saif Bin Zayed, vice primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, e padre Federico Lombardi, membro del comitato direttivo della Child Dignity Alliance, associazione che lo ha organizzato assieme alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e all’Interfaith Alliance for Safer Communities. Questo congresso costituisce una tappa ulteriore di un cammino di protezione per i minori.

Quindi, il Papa ha affronta uno dei temi cruciali del convegno: la tutela della libertà di espressione si collega alla tutela della privacy con forme sempre più sofisticate di criptazione dei messaggi, che ne rendono impossibile ogni controllo. Il Papa chiede però che si trovi “un bilancio adeguato fra l’esercizio legittimo della libertà di espressione e l’interesse sociale ad assicurare che i mezzi digitali non siano utilizzati per commettere attività criminose a danno dei minori”.

Come è enorme il potenziale degli strumenti digitali, così anche le conseguenze negative dell’abuso di questi strumenti nel campo del traffico di esseri umani, nel terrorismo, nella diffusione dell’odio, nella manipolazione dell’informazione e anche “nell’ambito dell’abuso sui minori”. Il Papa propone alcuni suggerimenti per intraprendere misure adeguate. Le autorità devono poter intervenire efficacemente per contrastare le attività criminali che ledono i minori. In secondo luogo, il suo pensiero vaa lle grandi compagnie del settore che superano agevolmente le frontiere fra gli Stati e non possono, dice, “considerarsi completamente estranee all’uso degli strumenti che mettono nelle mani dei loro clienti”.

Francesco ha lodato l’impegno dei legislatori in alcuni Paesi perché le imprese che permettono la navigazione tramite dispositivi mobili, siano obbligate a verificare l’età dei clienti. I minori infatti usano per lo più i cellulari e, secondo studi attendibili, l’età media del primo accesso alla pornografia è sugli 11 anni e tende ad abbassarsi ancora. “Questo – dice – non è accettabile in alcun modo

In merito poi all’intelligenza artificiale, i Papa ha fatto appello agli ingegneri informatici perché si impegnino per uno sviluppo etico degli algoritmi, facendosi promotori “di un nuovo campo dell’etica per il nostro tempo: la ‘algor-etica’”.

Papa Francesco ha sottolinea, poi, come la Chiesa Cattolica, negli ultimi decenni, “abbia raggiunto “una viva consapevolezza della gravità degli abusi sessuali su minori” e delle sofferenze che provocano, “dell’urgenza di sanare le ferite”, di “contrastare con la massima decisione questi crimini” e sviluppare “una prevenzione efficace”.

La sfida è quella di favorire l’accesso sicuro dei minori a queste tecnologie senza però che siano oggetto di “violenze criminali inaccettabili” o di “influssi gravemente nocivi” per la loro integrità. Il riferimento è quindi prima di tutto all’uso, in rapida crescita, della tecnologia digitale per organizzare e partecipare “ad abusi su minori a distanza”, anche al di là dei confini nazionali. “Il contrasto efficace di questi delitti orribili appare difficilissimo”, dice il Papa, molto superiore alle risorse per combatterli.

La maggior parte degli studi scientifici concorda nel mettere in luce le pesanti conseguenze che ne derivano sulla psiche e sui comportamenti dei minori. Sono conseguenze che dureranno per tutta la loro vita, con fenomeni di grave dipendenza, propensione a comportamenti violenti, relazioni emotive e sessuali profondamente turbate.  

A studiosi e ricercatori chiede quindi impegno per “proteggere la dignità dei minori”. Un compito importante il Papa lo affida anche gli operatori della comunicazione, chiamati a diffondere la consapevolezza dei rischi insiti in uno sviluppo tecnologico incontrollato.

Richiamandosi al tema stesso del convegno, “Dal concetto all’azione”, il Papa vuole che “la condanna morale dei danni inflitti ai minori per il cattivo uso delle tecnologie digitali”, si traduca in “iniziative concrete e urgenti” perché più il tempo passa, più il male è radicato e difficilmente contrastabile, come testimonia chi si occupa di questa battaglia. Il Papa sa che nell’ambito del mondo digitale girano enormi interessi economici che tendono a condizionare le imprese ma – avverte – il bene dei minori e della società non deve essere sacrificato al profitto.