Il tavolo dell'incontro

Anche Confcommercio Ravenna ha celebrato, nella sua sede, la settima edizione della Giornata “Legalità, ci piace”, un’iniziativa di analisi, denuncia e sensibilizzazione sulle conseguenze dei fenomeni criminali per l’economia reale e per le imprese, alla quale ha preso parte il Procuratore della Repubblica di Ravenna, Dott. Alessandro Mancini. Il tema che ha fatto da sfondo alla giornata è la consapevolezza che i tanti fenomeni illegali presenti, dalla contraffazione all’abusivismo, dall’usura alle infiltrazioni della criminalità organizzata, alterano la concorrenza, comportano la perdita di fiducia degli operatori e la diminuzione degli investimenti e impattano pesantemente sul sistema economico-sociale

In apertura, dopo aver ringraziato il Procuratore per aver accettato l’invito, ha ricordato come “Il tema della sicurezza in generale e da furti e rapine in particolare, è considerato il punto più sensibile per imprese e cittadini – ha confermato il Direttore provinciale Confcommercio Giorgio Guberti – tant’è che in un recente sondaggio tra i nostri associati, è al primo posto tra i problemi più sentiti, prima della burocrazia e fiscalità”.

“I fenomeni di illegalità determinano un danno economico per le imprese – ha poi aggiunto Mauro Mambelli, Presidente Confcommercio provincia di Ravenna
in termini di mancate vendite, riduzione del fatturato, perdita di immagine e di credibilità, abbassamento degli standard qualitativi; un danno al mercato consistente nell’alterazione delle regole del gioco; un danno e/o un pericolo per il consumatore finale; un danno sociale connesso all’impatto sul mondo del lavoro e l’occupazione; un danno alle casse dello Stato causato da evasione contributiva e fiscale, dall’Iva alle imposte sui redditi”.

Sui temi locali, Mambelli ha citato le finte sagre: Ravenna è la quinta provincia in Emilia-Romagna per fatturato abusivo nel mercato della ristorazione con 37 milioni di euro. Impressionante il dato globale della regione: questo settore vale in Emilia-Romagna poco meno di 400 milioni di euro e 136 milioni di euro di valore aggiunto. La perdita di gettito è quantificabile in 54 milioni di euro, secondo uno studio della Fipe Confcommercio: la perdita stimata di imposte dirette e contributi per la provincia di Ravenna è di circa 6 milioni di euro.

Nel suo intervento, il Procuratore capo Mancini ha evidenziato come “la legalità parlata non esiste, è un valore che va vissuto quotidianamente, anche nelle piccole cose. Per questo alla legalità bisogna dare un senso concreto”. E a supporto di questa affermazione Mancini ha portato una serie di numeri, ricordando le frodi carosello e le relative indagini che hanno portato ad una distorsione del mercato. Impressionanti i dati sull’evasione dell’Iva in Europa: dal 2011 al 2016 ben 1.260 miliardi di euro; in Italia dal 2011 al 2016 sottratti oltre 213 miliardi di euro.

Passando poi ai dati della Procura di Ravenna, Mancini ha sottolineato che il 67% dei procedimenti vengono definiti entro sei mesi; che di tutti i rinvii a giudizio, il 91,6% si concludono con una condanna; che c’è un’alta percentuale di archiviazioni (“perché quando non si hanno elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, va chiesta l’archiviazione”). Ogni anno in media vengono presentate dalle 16 alle 18 mila denunce.

Tra i fenomeni più preoccupanti, il Procuratore ha citato la violenza di genere, sui minori e sulle donne (in questi anni c’è stata un’impennata), poi le frodi fiscali e i reati in materia fallimentare. I reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti sono stabili, in particolare ad opera di soggetti albanesi e nord africani. Infine, sui furti, il Procuratore ha sottolineato che “il fenomeno predatorio è dovuto a quella massa enorme di gente che non ha reddito e che proviene da paesi dove le carceri non sono confortevoli”.