Benigno Zaccagnini e Vittorio Bachelet ai funerali di Aldo Moro

“Mio padre Vittorio e Zaccagnini avevano in comune la fede in Dio, i principi che ne derivano e la speranza nel futuro”. Varrà la pena ascoltarlo, Giovanni Bachelet, all’incontro promosso dall’Agesci (Ravenna 1) e dal Masci (Comunità “La Traccia”) oggi, sabato 16 novembre, alle 15 nella sala don Minzoni del seminario, in ricordo di Benigno Zaccagnini. L’incontro avrà per titolo “Non dimenticare il passato per migliorare il futuro” e sarà un dialogo sull’impegno politico e sociale fra Giovanni Bachelet (figlio di Vittorio, assassinato a Roma il 12 febbraio 1980) e i giovani scout.
“Per mio padre, Zaccagnini era come un maestro, un fratello maggiore. Entrambi maturarono un desiderio di impegnarsi nel sociale – afferma Bachelet – e in politica che prese definitivo slancio con l’elezione di papa Giovanni XXIII”.
Uno slancio e un desiderio di impegnarsi per il bene comune che, secondo Giovanni Bachelet, dovrebbe caratterizzare anche i laici cattolici di oggi.
“Quel che conta, se si vuole dare il proprio contributo a migliorare la società – afferma Bachelet – è farsi guidare da quei principi evangelici che sono alla base della democrazia: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia. E, come facevano mio padre, Zaccagnini, lo stesso Moro, avere fede nel futuro e negli altri, anche quando gli eventi sono negativi. Avere cioè, uno sguardo di speranza cristiana”.