1.785.000 milioni: è questa la cifra che la giunta comunale di Ravenna ha investito per realizzare progetti e interventi nei territori di Ravenna, Cervia e Russi in tutti i settori del sociale e della salute, sulla base del programma attuativo 2019 del Piano di zona triennale per la salute e il benessere sociale del triennio 2018-2020, approvato nei giorni scorsi.

Le progettualità operative approvate sono oltre 60 e hanno riguardato i seguenti ambiti: pari opportunità e politiche di genere, istruzione e infanzia, politiche giovanili, responsabilità genitoriali, attività sportive di socializzazione per ragazzi disabili, sostegno alla non autosufficienza, sostegno alle nuove povertà e all’inclusione sociale, immigrazione.

I progetti sono stati valutati tenendo conto dei bisogni del territorio, della capacità delle associazioni di lavorare in una logica di rete fra loro e con gli enti pubblici, sul numero di operatori/volontari coinvolti, nonché sul numero di famiglie/utenti raggiunti.

“Il documento può essere definito come il ‘piano regolatore generale dell’ambito socio sanitario’ – afferma l’assessora ai servizi sociali Valentina Morigi – perchè si tratta di un’operazione di grande coinvolgimento del terzo settore, dell’azienda sanitaria, dei servizi del nostro Comune. Agiamo quest’anno in continuità con le attività progettuali che caratterizzano il welfare di prossimità dei nostri Comuni: attività abilitanti, sportive e ricreative per persone disabili e non autosufficienti, attività di inclusione sociale, di sostegno alle varie forme di povertà e di supporto ai care giver: una dimostrazione della ricchezza e della qualità progettuale del nostro territorio”.

Nel percorso sono state coinvolte oltre un centinaio di associazioni ed enti del terzo settore, che, sulla base dell’analisi dei bisogni del territorio effettuata dall’Amministrazione comunale, hanno formulato le loro proposte di intervento in una logica di rete.

Il Piano ragiona secondo obiettivi strategici con carattere di trasversalità per favorire una forte integrazione fra i diversi ambiti di intervento (sociale, educativo, sanitario), e dialogare in modo efficace con il mondo dell’associazionismo e del volontariato per la realizzazione dei progetti a supporto delle diverse fragilità.