Il consiglio nazionale uscente della Fisc in visita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Chiara Genisio è l'unica donna)
Il consiglio nazionale uscente della Fisc in visita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Chiara Genisio è l'unica donna)

La bellezza del messaggio che portano ma anche la fragilità di chi lo ripete, controcorrente, in un modo che manda messaggi opposti. La debolezza di piccole strutture sul territorio ma anche la forza della rete che formano tutte insieme. Tutto questo sono i settimanali diocesano e anche la Fisc, la Federazione che dal 1966 li riunisce in Italia e non solo (in consiglio siede anche un rappresentante dei settimanali diocesani all’estero), secondo Chiara Genisio, direttrice dell’Agd (l’agenzia dei settimanali diocesani del Piemonte) e nell’ultimo triennio vicepresidente vicario della stessa Fisc. La Federazione dei settimanali diocesani ha rinnovato la scorsa settimana il suo consiglio nazionale nel corso dell’assemblea che si è svolta all’Hotel Midas di Roma dai 21 al 23 novembre. In consiglio siederà anche la Genisio, come delegata regionale del Piemonte oltre a diversi giovani e a tre rappresentanti della nostra regione: Giulio Donati de Il Piccolo di Faenza, Edoardo Tincani de La Libertà di Reggio Emilia e don Davide Maloberti, del Nuovo Giornale di Piacenza. E insieme dovranno scegliere, entro 60 giorni, il nuovo presidente della Fisc. Con lei parliamo del futuro della Fisc e della stampa diocesana.

Il Cardinal Bassetti alla Messa per i delegati Fisc ha detto che la “bellezza va custodita” perché va sempre a braccetto con la fragilità: quali sono la bellezza e la fragilità dei nostri giornali?

“Sono ‘belli’ perché son voce di una comunità che ne anticipa l’evoluzione ma al contempo la sa rendere più ricca. È capace di leggere le trasformazioni della società ma anche di renderle più positive. Il fatto di esser diocesani dice che i nostri giornali hanno nel loro dna la persona. Credono nell’uomo e hanno una spinta ideale che non si piega agli interessi economici. Davvero non parlano per una parte ma per tutti. La loro fragilità è figlia del nostro tempo: il nostro modello di vita si sta sgretolando anche a causa di una comunicazione vertiginosa, nella quale avere un’opinione, che è raro, può dare fastidio”.

È possibile superare queste fragilità? Qual è la tua idea di Fisc?

“Forza e unità: queste le parole che vedo nel futuro della Fisc. Se ci mettiamo davvero insieme, possiamo essere una potenza comunicativa in grado di trasformare anche il giornalismo, perché noi tutti siamo persone che interpretano la loro professione con una buona dose di idealità. Una persona sola al comando non può farcela; solo una squadra più trasformare la realtà. È quello che abbiamo provato a fare in Piemonte (proprio con l’agenzia comunicativa che la Genisio dirige – ndr). Per me è un sogno, ognuno ha il suo: l’importante sarebbe metterli insieme”.

Anche in Romagna c’è un progetto per “fare casa insieme” (cioè creare un settimanale inter-diocesano) che coinvolge anche Risveglio Duemila, oltre al Corriere Cesenate e al Piccolo di Faenza…

“Quella è la strada da seguire…insieme si cresce”

Come giudichi l’assemblea che si è appena conclusa a Roma e il risultato elettorale che ne è scaturito?

“Tante persone hanno partecipato e questo dice che c’è un interesse comune in quello che si fa. Poi, certo le diversità ci sono, spesso anche di linguaggio e di struttura, ad esempio, tra Nord e Sud. Ma credo che questo sia anche una ricchezza, se le differenze vengono messe in comune. Per questo è nata la federazione 50 anni fa: se stiamo insieme, possiamo condizionale il nostro futuro, anche sui tavoli di lavoro ai quali saremo chiamati nei prossimi mesi e anni: quello della riforma sull’editoria e il confronto con Poste Italiane. È da qualche anno che li frequento e sogno, un giorno, di sedermi senza dover più spiegare cos’è la Fisc perché tutti la conoscono. Per ora un sogno ma se ci impegniamo, insieme, in modo nuovo, vero e autentico, davvero saremo più forti”.