Volontari al lavoro per la Colletta
Volontari al lavoro per la Colletta

Ha avuto il risultato atteso la 23esima edizione della Colletta Alimentare, l’iniziativa di recupero delle eccedenze alimentari commestibili da distribuire poi gratuitamente alle strutture caritative, promossa dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus, e tenutasi sabato 30 novembre in 13mila supermercati italiani.

Sono state raccolte 8.100 tonnellate, l’equivalente di 16.200.000 pasti, sostanzialmente in linea con i risultati consolidati negli ultimi anni: quanto raccolto, insieme a quanto recuperato dal Banco Alimentare nella sua ordinaria attività durante tutto l’anno, sarà distribuito a circa 7.500 strutture caritative che assistono oltre 1,5 milioni di persone.

Un ruolo significativo, come sempre accade quando c’è da muoversi per la solidarietà, è stata fatto dalla nostra regione: sono, infatti, 862 le tonnellate di alimenti raccolti (erano 844 nel 2018), che corrispondono ad oltre 1.700.000 pasti donati in Regione.

Grandi numeri dalla provincia di Ravenna, la seconda dopo Bologna per numero di chili raccolti: 124.852 in 99 punti vendita. In totale nel territorio regionale, i punti vendita coinvolti sono stati 1122 mentre i volontari che si sono occupati della raccolta sono stati ben 19.258 (2239 nella provincia di Ravenna).

“Per la ventitreesima volta possiamo dire con certezza che donare e donarsi fa parte di un’esigenza e di un’aspettativa – è il commento di Stefano Dalmonte, presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna – che ognuno di noi ha nel proprio cuore: giovani (tantissimi!), lavoratori e casalinghe, disoccupati e assistiti, alpini, bersaglieri. Un popolo ha nuovamente contribuito a costruire un pezzetto di società dove la pura logica dell’egoismo e dell’indifferenza non vince. E grazie infinite agli emiliano-romagnoli (circa 500.00) che hanno fatto la spesa solidale a favore dei più bisognosi”.

“Anche quest’anno abbiamo avuto la riprova che si può vivere un gesto di solidarietà in qualunque condizione – dichiara Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare – ci si trovi; non c’è situazione che possa mortificare il nostro desiderio di bene. Come ci ha recentemente richiamato il Papa, ‘…fissiamo lo sguardo sull’essenziale che non ha bisogno di tante parole’. Proprio in questa prospettiva i numeri acquistano il loro più pieno significato”.