Tutti con il naso all'insù per l'omaggio alla Madonna da parte dei Vigili del Fuoco
Tutti con il naso all'insù per l'omaggio alla Madonna da parte dei Vigili del Fuoco

Un pompiere non ha paura ma, ammette Massimo Farolfi, il Vigile del Fuoco che domenica ha offerto il cesto di fiori alla statua della Madonna in occasione della Fiorita dei bambini, un “pizzico di paura a volte deve esserci nel nostro lavoro”, per valutare opportunamente i rischi. È stato lui, assieme al collega del distaccamento del Comando di viale Randi a tenere tutti, bambini, ragazzi e adulti, con il naso all’insù per il tradizionale omaggio alla Madonna.

“Ho iniziato a farlo già negli anni ’90 – ricorda –: le cose sono molto cambiate: si saliva con la scala ma l’entusiasmo e la festa sono sempre gli stessi. Ci teniamo moltissimo ad esserci perché vedo una grande partecipazione dei bambini e delle famiglie”.

E infatti anche quest’anno la Fiorita è stato un momento di gioia: il Duomo era pieno di bimbi da tutte le parrocchie della città che con i loro palloncini, per la prima volta biodegradabili, hanno colorato il momento di preghiera guidato dall’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni: “Anche Gesù ha avuto bisogno di una mamma – ha detto ai ragazzi, spiegando il mistero dell’Immacolata concezione–: una madre speciale che poi Dio ha tenuto al riparo del peccato.

I due pompieri che hanno partecipato alla Fiorita: Farolfi è il primo a sinistra

Tra poco lanceremo in aria i nostri palloncini, simbolo delle nostre preghiere che salgono al cielo. Chiediamo allora a Maria di proteggere noi, i nostri familiari e gli amici e chi sta peggio di noi, i più piccoli e i più poveri”. E proprio al sostegno dei bimbi più poveri, quelli de L’Avana, a Cuba, è dedicato l’impegno missionario di quest’anno che i ragazzi delle parrocchie sono chiamati a portare avanti nel corso di tutto l’anno pastorale.

Fuori, davanti alla statua della Madonna, dopo le preghiere e l’omaggio da parte dei Vigili del Fuoco, il tanto atteso lancio del palloncini. Una ventina quelli che quest’anno sono rimasti impigliati nei pini davanti al Duomo. Gli altri sono arrivati a destinazione.