Nidi gratis, addio all’Isee e soldi alle donne dalla gravidanza al terzo anno di vita del figlio. Le associazioni cattoliche alzano l’asticella sulla famiglia e chiedono ai candidati in corsa per le regionali del 26 gennaio un impegno preciso: portare la natalità oggi ai minimi storici anche in Emilia-Romagna da 1,34 figli per donna a 1,6 nei prossimi cinque anni. Un vero e proprio boom che secondo il forum delle associazioni famigliari dell’Emilia-Romagna, 36 associazioni tra cui le Acli, la Papa Giovanni XXIII, Coldiretti, associazione famiglie numerose ed altre realta’) è indispensabile per evitare guai all’economia e alla societa’.

“Il crollo delle nascite- ricorda il presidente del forum, Alfredo Caltabiano- avrà conseguenze devastanti nei prossimi anni, diventerà insostenibile il sistema sanitario, diventerà insostenibile il welfare e diventerà insostenibile il sistema delle pensioni”. Di qui la “sfida” lanciata oggi con la presentazione, a Bologna, del “Manifesto per la natalità e per la famiglia”, vincolando chi governerà la regione fino al 2025 a porre come obiettivo di mandato l’aumento della natalità, un po’ come sta cercando fare il Governo del ‘vecchissimo’ Giappone. “Non vogliamo convincere chi non vuole fare figli- precisa Caltabiano ma permettere alle coppie italiane di avere i figli che desiderano”.

Non bastano i nidi gratis, un provvedimento che secondo le associazioni cattoliche va esteso “a tutti” superando la logica assistenziale. Occorre “favorire il lavoro giovanile”, prima tappa per la nascita di nuove famiglie ma soprattutto abolire l’Isee, “discriminatorio nei confronti dei figli di famiglie numerose”, in favore di interventi universali o correttivi come il fattore famiglia.

Tra le proposte ‘singole’ che il forum sottopone anche ai singoli candidati al Consiglio regionale (adesioni online sul sito del forum, dove verranno poi pubblicate per fare indicazioni agli elettori) c’e’ anche un sostegno economico alla maternità dal primo mese di gravidanza fino ai tre anni di età del bambino. I cattolici chiedono poi alla Regione di sostenere le “cure contro la sterilità, principale rimedio per tentare di soddisfare il legittimo desiderio di paternità e maternità”. Nel “Manifesto”, infine, si chiede la creazione di case rifugio “per le gestanti che subiscono pressioni per abortire”. Per i clienti delle prostitute, invece, la proposta à una legge che li punisca: “occorre colpire la domanda”.

Fonte: Billi (Dire)