L'udienza di lunedì in Sala Clementina
L'udienza di lunedì in Sala Clementina

C’erano anche alcuni sacerdoti della nostra Diocesi (tra essi, don Alberto Graziani, don Federico Emaldi, Rettore del Seminario, don Alain Gonzalez Valdès, don Vincenzo Cetrangolo e don Pietro Parisi), due diaconi (Davide Riminucci e Andrea Romagnoli) e Riccardo Pollini, il seminarista che frequenta la Propedeutica di Faenza, lunedì mattina, all’udienza con Papa Francesco del Pontificio Seminario regionale Flaminio di Bologna in occasione del centenario della sua fondazione.

Nella settimana in cui – il 13 dicembre – ricorre il cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, il Papa ha parlato della “bellezza della chiamata al sacerdozio ministeriale”.

Il Seminario come luogo di crescita: così lo ha definito Francesco nel discorso di questa mattina, indicandone tre aspetti identificativi: casa di preghiera, di studio e di comunione. Dimensioni, fa capire il Papa nel suo discorso, di carattere “trasversale”, in quanto la preghiera è unione con Dio e in Dio con il prossimo; lo studio è personale ma non individuale; e la comunione è apertura umana ma anche comunione presbiteriale. E dalla dimensione della fraternità il Papa sviluppa la sua riflessione a braccio,  sulla “vicinanza” a Dio, al vescovo, ai presbiteri e al popolo, elementi imprescindibili per i sacerdoti diocesani

Proprio soffermandosi sul concetto di fraternità il Papa, parlando a braccio, ha rimarcato quanto e come valga per i sacerdoti diocesani quella che lui stesso definisce come “vicinanze”: un atteggiamento che in parte ha già illustrato ma che tiene a ribadire. Vicini a Dio, Vicini al vescovo “senza il quale – afferma – la chiesa non va e il prete può essere un leader ma non un prete”, e  vicini tra presbiteri. E qui aggiunge:

Questa è una cosa che a me fa soffrire, quando vedo dei presbitéri frammentati, dove sono l’uno contro l’altro, oppure tutti cortesi ma poi sparlano l’uno dell’altro. Se non c’è un presbiterio unito… Questo non significa che non si può discutere, no, si discute, si scambiano le idee, ma la carità è quella che unisce. E la quarta vicinanza: la vicinanza al popolo di Dio. 

Non dimenticate da dove venite, è la raccomandazione del Papa, e che siete stati “scelti dal Signore” “non per fare carriera ecclesistica”: Se manca una di queste, il prete non funziona e scivolerà, lentamente, nella perversione del clericalismo o in atteggiamenti di rigidità. Dove c’è clericalismo c’è corruzione, e dove c’è rigidità, sotto la rigidità, ci sono gravi problemi.

Con l’auspicio che i seminaristi diventino quindi “annunciatori gioiosi del Vangelo”, il Papa si è congedato affidandoli alle braccia della Vergine Maria, affinchè con il suo aiuto sappiano scoprire ogni giorno di più il “tesoro”, la “perla preziosa” che è Cristo.

Fonte: Vatican News