L'omelia dell'Arcivescovo nella Notte di Natale
L'omelia dell'Arcivescovo nella Notte di Natale

È un Salvatore davvero “strano” (secondo le logiche del mondo) quello che ci presenta il passo del Vangelo letto quest’anno nella notte di Natale: “un bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia”. Il contrasto con il ritornello del salmo è evidente: “Oggi è nato per voi un Salvatore”, fa notare l’Arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, che ha celebrato la Messa della Notte in Cattedrale. Ed è ancor più stridente, spiega, comparato con l’idea che del Salvatore avevano gli ebrei: “Nella storia di Israele Dio è intervenuto più volte, con grandi personaggi: Davide, Salomone, Mosè… le cui gesta erano ricordate e tramandate dai più anziani ai più giovani per dire che Dio mantiene le promesse e ci salva, anche dalle situazioni più terribili, come la deportazione e l’esilio”. 

Il tradizionale bacio al bambinello

E ora, invece? “Cos’era questo Salvatore? Nato fuori mano, in una mangiatoia, perché non c’era posto per Maria in un albergo. Secondo le nostre logiche non nasce così un salvatore. Questo è un fatto che ci stupisce anche oggi. Il suo Vangelo è stato annunciato a tutti, ma la maggior parte di chi l’ha seguito era povero. Anche la sua fine non è stata gloriosa: è molto da malfattore. Un fallito”

Il coro che ha cantato in occasione della celebrazione in Duomo

E proprio da questo contrasto nasce il cuore del messaggio cristiano, spiega monsignor Ghizzoni: “Dio ha voluto salvarci con l’abbassamento non con l’innalzamento; con l’umiltà, non con la gloria. Ha voluto salvarci facendosi piccolo, umile, servo, mettendo la sua vita a disposizione degli altri; non ha mai chiesto la vita di altri. E lo ha fatto per tutti, anche per chi l’ha ucciso. Ci ha voluto salvare capovolgendo le nostre aspettative che nascono da bisogni umani di gloria e di successo”. Con questo Lui ci propone di “un’altra strada per realizzare la nostra vita; uno stile che se abbiamo il coraggio di seguire, ci troveremo salvati”

“In questo Natale allora – conclude l’Arcivescovo – chiediamogli di aiutarci a cambiare mente e vita, di non lasciarci sedurre dal mondo e da quelli che non sono valori, ma al contrario ci rendono schiavi. Abbiamo bisogno di essere liberati da chi ha dato la vita per liberare noi. Il Signore ci doni di vivere come Lui, vicini a Lui, sostenuti in Lui e lasciandoci amare da lui”.

In chiusura, gli auguri dell’arcivescovo a “tutti voi, ai vostri familiari e amici da parte mia e del presbiterio l’augurio di un Natale di gioia, pace riconciliazione e perdono!”