Visita guidata nell'ambito del progetto Ravenna per mano
Visita guidata nell'ambito del progetto Ravenna per mano

Raccontare i monumenti Unesco, attraverso i simboli cristiani che li caratterizzano vuol dire (anche) mettersi nei panni dei più piccoli, e guardare a questi simboli come delle “chiavi” per i tanti significati che i nostri mosaici racchiudono.

Parola di Beatrice Minotta, docente al Liceo Scientifico Oriani di Ravenna e autrice dei testi del progetto “Ravenna per mano” che accompagna, appunto “per mano” i visitatori e in particolare chi ha difficoltà visive o/o cognitive alla scoperta dei monumenti Unesco (del progetto, che vede tutti i proprietari e i gestori dei siti della città coinvolti abbiamo parlato qui).

“I simboli rappresentano un messaggio condensato –spiega a Risveglio Duemila –. L’agnello, ad esempio, Ravenna ne è piena: può essere attribuito a Gesù (l’agnello che esce vivo da un sacrificio), ma se sono tanti, possono rappresentare gli apostoli. Cioè noi, tanti agnellini che hanno bisogno del pastore che è Gesù. Un simbolo racchiude l’essenza che è la fede: noi siamo agnelli, ma lui stesso è l’agnello che si è sacrificato per noi”.

Così Beatrice ha scritto i testi di diversa lunghezza per gli 8 simboli scelti per il progetto: “Sono partita dal mettermi nei panni di un bimbo della materna e poi di uno un po’ più grande. E ho pensato a cosa avrei voluto sapere di questo simbolo. In modo molto semplice ho cercato di trasmettere il cuore, il perché i mosaicisti del V-Vi secolo hanno voluto rappresentare, l’agnello, la conchiglia, il pavone, il monogramma, il cervo, la croce. Il mio compito è stato quello di rendere agile e semplice un contenuto che non lo è nemmeno per noi. Ma i bambini lo comprendono in modo anche più istintivo: ecco perché ho subito pensato a loro”.