I funerali di Elisa Bravi
I funerali di Elisa Bravi

Tantissima gente, dai genitori – la mamma Antonella e il papà Gian Luca – ai parenti, familiari, amici e amiche e colleghi del Consar: la chiesa di San Lorenzo in Cesarea si è riempita del dolore e della commozione dei tanti che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Elisa Bravi, la 31enne uccisa nella sua abitazione, a Glorie di Bagnacavallo nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 dicembre, dal marito 39enne Riccardo Pondi, al culmine di una lite. Assenti le due figlie piccole della donna, Rebecca e Beatrice.



Una preghiera ad alta voce, un’invocazione al Signore: è quella che don Ennio, parroco di San Lorenzo in Cesarea, ha voluto condividere con l’assemblea in un momento così difficile per la famiglia di Elisa. Ecco il testo dell’omelia:

“Dio, Signore nostro, siamo qui, davanti a te, siamo in tanti, presi da un grande dolore. Ci mettiamo in preghiera. Vedi, la persona umana è molto complessa e a volte fatica a vivere. Se va in confusione può fare male, provocando una catena di sofferenza indicibile”.
“O Dio, Signore nostro, non riusciamo a contenere una tragedia così grande. Noi siamo cristiani, siamo stati battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Siamo gente di fede, e ci affidiamo a te, vieni in nostro soccorso”. “Sappiamo che Elisa è già tra le tue braccia e noi che rimaniamo qui, in mezzo a questa vale di lacrime, abbiamo bisogno del tuo amore e della tua infinita misericordia. O Vergine Maria, madre di Gesù e madre nostra, ti affidiamo le figlie Rebecca e Beatrice e ci raccomandiamo a te per loro. Signore Gesù, questa nostra preghiera attorno all’altare dell’Eucaristia ci dono un po’ di Pace”.

Dopo la cerimonia funebre, la salma è stata trasportata al cimitero di Massa Castello, dove è presente la tomba di famiglia. Le offerte sono state devolute a Linea Rosa e alla Casa delle donne

Intanto, come riporta l’Ansa Emilia-Romagna, per quanto riguarda il 39enne, il Gip Janos Barlotti, dopo averne convalidato l’arresto per omicidio pluriaggravato eseguito dai carabinieri in quasi flagranza di reato, ne ha disposto la custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato per via della sua incapacità di “controllare gli impulsi violenti”.