Si è pregato per Elisa Bravi in questi giorni in molte parrocchie della Diocesi. Parole che cercano di gettare una luce in questa tragedia che ha lasciato orfane due bambine: l’omicidio di Elisa da parte del marito Riccardo Pondi, reo confesso, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. E questa sera, per iniziativa delle parrocchie di Mezzano (dove le due figlie di Elisa frequentavano l’asilo parrocchiale) e di Glorie di Bagnacavallo si accenderanno altre luci: dalla casa di Elisa, in via Aguta, alle 20.30 partirà una fiaccolata con Rosario che arriverà nella sua chiesa di Glorie di Bagnacavallo, dove il parroco, don don Marco Farolfi, celebrerà una Messa assieme ad altri sacerdoti.

La casa di via Aguta nella quale viveva Elisa Bravi con il marito Riccardo Pondi, reo confesso per il suo omicidio avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. La coppia ha due figlie piccole

E anche a Mezzano, ieri, don Andrea Bonazzi durante l’omelia della Messa comunitaria ha fatto riferimento all’omicidio di Elisa. Il Vangelo era quello del sogno di Giuseppe, grazie al quale decide di prendere con sé Maria e di accogliere Gesù. “Non solo il sì di Maria: per accogliere la vita servono tanti sì – ha osservato don Andrea Bonazzi -. Anche nelle nostre famiglie il rischio, altrimenti, è che il meccanismo della vita si interrompa. Di fronte a tragedie come quella che ha ucciso Elisa Bravi, ci si può chiedere se ha ancora senso celebrare il Natale e, in esso, la famiglia come cellula fondamentale della società”. 

“Il fatto è che – prosegue don Andrea -, come vediamo nel Vangelo di oggi, il progetto di Dio non si realizza per magia, ha sempre bisogno dei nostri piccoli o grandi sì. La nascita di Gesù per la storia dell’uomo è una ripartenza: abbiamo bisogno che Dio intervenga nella nostra vita segnata dal male e dal peccato. E possiamo dire che con la prima partenza Dio ha creato l’uomo e la donna che troppo spesso è vittima della violenza dell’uomo. Mentre, in questa seconda partenza, Dio ha voluto puntare su una donna: al suo sì è seguito quello dell’uomo, un segno di speranza per tutta l’umanità”. “Allora sì, ha ancora senso celebrare il Natale e la famiglia, sopratutto di fronte a tragedie come quella che ha ucciso Elisa che sembrano spegnere la luce del Natale. Nel sì di Maria e di Giuseppe possiamo superare tutti i nostri no alla vita”.