Piazza del Popolo
Piazza del Popolo

E come ogni anno torna la classifica del Sole 24 Ore sulla qualità di vita nelle province italiane. Con le conseguenti e altrettanto puntuali polemiche, sorrisi o mal di pancia sul rating della nostra città.

Diciamo subito che si quest’anno si tratta prima di tutto di mal di pancia: siamo al 39esimo posto nella classifica generale, in calo di ben 28 posizioni rispetto all’anno scorso, ma addirittura di 36 posizioni rispetto al primo dato rilevato 10 anni fa quando ci posizionavamo al terzo posto. Ma c’è di peggio: perdiamo addirittura 38 posizioni rispetto all’anno fortunato, il 2014, nel quale vincemmo la palma della città più vivibile. Altrettanto onestamente però va rilevato che ci sono stati “tempi peggiori” per la nostra Ravenna: nel 1991, ad esempio, comparivamo al 49esimo posto.

L’estrema variabilità di questo risultati racconta già di suo che basta poco a salire o scendere in questa graduatoria. Nel 2019, in particolare, Ravenna se la cava molto bene nella sezione “Affari e lavoro” dove raggiunge il nono posto; altrettanto bene fa nella sezione Cultura dove raggiunge il 23esimo posto, e nella sezione Ricchezza e consumi, al 27esimo. I problemi nascono sulla “Demografia e società”, sezione nella quale ci piazziamo solo al 66esimo posto in Italia e sulla “Giustizia e sicurezza” dove non superiamo il 71esimo posto.

Al primo posto in classifica c’è Milano, seguita da Bolzano, Trento e Aosta ma Il Sole 24 Ore registra performance positive di tutte le grandi città della Penisola (ad eccezione di Bologna, che registra un leggero calo): Roma, diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Crescono anche Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20°), e Genova, sale di 11 gradini (45°), Firenze (+7, al 15° posto) e Torino è 33esima (+ 5 sul 2018). Il trend coinvolge anche le grandi città del Sud: Napoli, pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81°), ha all’attivo una salita di 13 posizioni. In fondo alla classifica, invece Caltanissetta, Crotone e Foggia.

l divario emerge soprattutto su base regionale: Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sono sul podio, seguite dal Veneto, presente nella top 10 con tre province, dall’Emilia Romagna – che cresce, soprattutto nella classifica di tappa «Affari e lavoro» – e dalla Lombardia.