La consacrazione dell'altare da parte dell'arcivescovo Lorenzo Ghizzoni
La consacrazione dell'altare da parte dell'arcivescovo Lorenzo Ghizzoni

Martedì 10 dicembre nella chiesa di Santa Maria del Torrione, l’arcivescovo di Ravenna Lorenzo Ghizzoni ha celebrato la Messa di consacrazione della chiesa e dell’altare, alla presenza dei parrocchiani, delle autorità civili e militari, dei rappresentanti dell’Unitalsi e dell’Ordine di Malta. 

Seduti nelle prime file davanti all’altare, vi erano i membri delle famiglie Ferruzzi e Sama.  Proprio la famiglia Ferruzzi ha scelto di donare l’altare e gli arredi del presbiterio della chiesa, a 40 anni dalla morte di Serafino Ferruzzi avvenuta il 10 dicembre 1979, in seguito ad un incidente aereo.

La consacrazione del pane eucaristico sul nuovo altare della chiesa del Torrione (foto Corelli)

Sulla targa all’ingresso della chiesa è scritto: “Sua Eccellenza Monsignor Lorenzo Ghizzoni Arcivescovo di Ravenna e Cervia consacra la Chiesa. In questa occasione la Signora Alessandra Ferruzzi dona l’altare e gli arredi del presbiterio nel quarantennale della morte del padre, dott. Serafino Ferruzzi. Ravenna 10 dicembre 2019″.

Prima dei riti iniziali, don Paolo Pasini ha ringraziato la famiglia Ferruzzi: “E una serata straordinaria per la nostra comunità e per tutta la città – ha dichiarato-.  Oggi consacriamo chiesa e Altare e commemoriamo Serafino Ferruzzi, un figura tutt’ora cara a tutta la città di Ravenna”.

Fuori dalla chiesa, monsignor Ghizzoni (foto Corelli)

“Con la celebrazione solenne di oggi consacriamo questa chiesa che dedichiamo a Santa Maria del Torrione – ha detto l’Arcivescovo Ghizzoni -. Ringrazio il Signore per questa chiesa che è il luogo d’incontro di Dio con il suo popolo. L’ ecclesia è la ‘riunione dei fedeli” e da qui siamo chiamati ad uscire per testimoniare Dio al mondo”.

Monsignor Ghizzoni e Alessandra Ferruzzi

Molto suggestiva è stata la celebrazione del rito dell’unzione dell’altare e delle pareti della chiesa. L’Arcivescovo ha versato il Crisma al centro dell’altare e ai suoi quattro angoli, per poi incensarlo, mentre don Paolo ha unto le colonne della chiesa.

Terminata l’incensazione l’altare è stato ricoperto con una tela. Poi l’Arcivescovo ha consegnato una candela accesa a uno dei diaconi che ha acceso le candele sull’altare. Solo a quel punto sono stati accesi tutti i ceri presenti in chiesa e Santa Maria del Torrione, dove aveva regnato la penombra per tutta la celebrazione, è stata illuminata a giorno, per poi proseguire con la celebrazione Eucaristica.