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“Su abusi e minori, la Chiesa ha voltato pagina e stiamo facendo davvero tutto il possibile per contrastare un fenomeno odioso e intollerabile”. L’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, Monsignor Ghizzoni, che è anche presidente del Servizio Tutela Minori della Cei interviene su Avvenire con una lunga e articolata intervista a Luciano Moia, dopo l’inchiesta dei giorni scorsi sul Fatto Quotidiano.

Al centro dell’intervista i passi concreti che nelle Diocesi si stanno facendo per prevenire gli abusi e prendere in considerazione tutte le possibili segnalazioni. E il cambio di prospettiva sancito con la pubblicazione delle Linee Guida per la Tutela dei minori e delle persone vulnerabili: “Ci schieriamo a tutela dei piccoli e delle persone vulnerabili e non in difesa dei nostri preti e delle nostre istituzioni. Non è un cambio di prospettiva da poco”, osserva ancora Ghizzoni. Non c’è solo la volontà di accogliere, ascoltare e accompagnare chi decide di fare una segnalazione, una denuncia o soltanto chiedere informazioni, ma c’è soprattutto l’impegno morale di denunciare.

A livello nazionale, prosegue Ghizzoni, le diocesi stanno nominando i referenti per la Tutela dei minori e si sta completando la rete di servizi proposta nelle Linee Guida. “La struttura regionale, con un vescovo responsabile per ogni conferenza episcopale regionale e uno o più collaboratori regionali, è ormai completata. Ci sono già stati alcuni incontri in cui è stato varato un programma di interventi e un piano di formazione. Al vescovo responsabile a livello regionale fanno capo i referenti diocesani per il Servizio tutela. A tutt’oggi sono cento – su un totale di 226 – le diocesi che hanno scelto e nominato questi responsabili“. 

A Ravenna, già dall’estate, su questo fronte sono state nominate Elisabetta Coffari e Annalisa Marinoni come referenti del Servizio Tutela Minori che stanno lavorando, soprattutto sul fronte formativo e alla creazione di un punto di ascolto per accogliere segnalazioni di eventuali abusi e progettare azioni di prevenzione nelle parrocchie e sul territorio.

 “Dobbiamo ripensare le nostre attività pastorali – sottolinea ancora l’arcivescovo di Ravenna-Cervia ad Avvenire – mettendo al primo posto la tutela dei minori. Le nostre proposte hanno, giustamente, tanti obiettivi (catechistici, liturgici, formativi) ma dobbiamo arrivare a pensare per i minori a noi affidati che custodia e vigilanza devono diventare una priorità”.

L’intervista completa su: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/protezione-minori-cei-determinata