I disegni delle due nuove strutture che Ravenna avrà per il suo polo universitario

Un investimento di 375 milioni di euro per il 2016-2021, con 113 interventi complessivi, di cui 46 opere già avviate e 67 previste nel prossimo biennio: il Rettore Francesco Ubertini e Riccardo Gulli, delegato per l’Edilizia e la Sostenibilità ambientale, hanno presentato lo stato di avanzamento dei lavori e le prospettive di sviluppo degli insediamenti universitari dell’Alma Mater nel prossimo futuro.

Il piano edilizio dell’Alma Mater riguarda ovviamente anche la Romagna, dove sono previste alcune importanti opere di completamento dell’architettura dei campus, sia per le esigenze della ricerca e della didattica, sia come servizi e residenze per studenti, e il Campus di Ravenna, per il quale saranno realizzate due importanti opere a supporto dell’attuale offerta formativa.

La prima opera coinvolgerà il plesso di Sant’Aberto, dove nel 2020 partirà il cantiere per un nuovo edificio destinato ad aule, biblioteca e laboratori didattici per le esigenze dei corsi afferenti all’area di Scienze Ambientali, per un costo complessivo di 4.400.000 euro.
La seconda opera, promossa e guidata da Fondazione Flaminia, Comune di Ravenna e Ravenna Holding, riguarda il recupero dell’edificio di viale Farini per destinarlo a residenza per studenti.

“L’area delle Scienze in via S. Alberto attende da tempo la nuova struttura, dopo le aule costruite con urgenza nel 2013 – commenta Elena Fabbri, presidente del Campus di Ravenna – ma insufficienti per accogliere le classi attuali. Inoltre sono separate fisicamente dai laboratori didattici e dalla biblioteca, così da ridurne la fruizione da parte degli studenti. Ad inizio 2020 uscirà il bando di gara; speriamo si arrivi presto alla reale apertura del cantiere per vedere il progetto, sicuramente di grande impatto architettonico, realizzato a fine 2021.
Per lo studentato, rivolgo un grazie agli Enti Locali perché la sua realizzazione farà la differenza per la Ravenna universitaria. Gli studenti di Ravenna rappresentano necessità di altri spazi comuni come sale studio, più posti in biblioteca e magari anche una mensa. Facciamo un passo alla volta, ma non dimentichiamoci che i ragazzi oggi scelgono dove andare a studiare anche su queste basi”.

L’Alma Mater ha portato a compimento molte delle opere previste dal piano edilizio presentato tre anni fa, in cui è compresa anche la realizzazione di cinque residenze per studenti a Bologna e di altre cinque nelle sedi romagnole, per un incremento complessivo dell’offerta di 1200 posti letto aggiuntivi. La realizzazione dei nuovi insediamenti ha permesso di promuovere un’efficace azione di riduzione delle locazioni passive con un risparmio già consolidato di circa 8.000.000 di euro e con la previsione di un’ulteriore riduzione di circa 1.500.000 di euro per il successivo biennio di mandato.