Il gruppo dei professionisti a vario titolo coinvolti nel progetto

Integrazione professionale e unità d’intenti per dare risposte sempre più complete al paziente cardiopatico. Possono essere considerate queste le “parole d’ordine” del progetto Tavi, che conferma l’Ospedale di Ravenna come punto di riferimento in Romagna per la Cardiologia.

Elaborato dall’Ausl Romagna, in collaborazione con Maria Cecilia Hospital di Cotignola, il progetto, partito nel luglio scorso ma presentato ufficialmente quest’oggi, si basa sull’uso di una tecnica meno invasiva, che permette ai pazienti affetti da stenosi valvolare aortica calcifica, non trattabili con intervento cardiochirurgico convenzionale, di ricorrere all’intervento.

La Sao (stenosi valvolare aortica calcifica) è una patologia molto comune nei Paesi occidentali, tipica soprattutto delle fasce d’età più avanzate, che porta progressivamente allo sviluppo di insufficienza cardiaca. Si stima che il 4% della popolazione ultrasettantacinquenne ne resti colpito, con un picco del 5% nei pazienti over 90.

La tecnica prevede, in primo luogo, l’identificazione del rischio operatorio del paziente affetto da SAo, in modo da poterlo indirizzare verso la scelta terapeutica che possa garantire il miglior rapporto rischio/beneficio. Il giudizio sul rischio e di conseguenza la scelta dell’approccio TAVI viene stabilito mediante discussione collegiale di ogni singolo caso da parte di un team multidisciplinare (comunemente definito Heart Team), secondo criteri chiaramente dettati da linee guida nazionali e regionali.

Il “Progetto TAVI” prevede che il paziente selezionato venga avviato ad un percorso decisionale che prende avvio nelle diverse Cardiologie aziendali in collaborazione con la Cardiologia di “Maria Cecilia Hospital” di Cotignola. Il paziente candidato a TAVI viene quindi ricoverato nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna ed il giorno dell’intervento viene trasferito alla Cardiochirurgia di Maria Cecilia Hospital dove verrà sottoposto alla procedura, al termine della quale il paziente viene trasferito in ambiente intensivo cardiologico per la sorveglianza del decorso postoperatorio e il mattino seguente viene rivalutato dal medico cardiologo che ha effettuato l’intervento e che ne giudica la trasferibilità presso l’Ospedale di Ravenna, dove poi rimane ricoverato fino alla dimissione o al trasferimento nella Cardiologia territoriale di origine.

In considerazione del fabbisogno calcolato al momento attuale in circa 120 TAVI l’anno di pazienti afferenti alle Cardiologie della Ausl della Romagna, vengono attualmente effettuate 2 procedure alla settimana (auspicabilmente 3 in un prossimo futuro). Dall’inizio del progetto (luglio 2019) sono stati effettuate con successo 46 interventi.

Il dottor Stefano Busetti, direttore sanitario Ausl Romagna ha evidenziato l’importanza “della collaborazione tra pubblico e privato, ed il fatto che questo progetto dimostra, una volta in più il rilievo dell’Ospedale di Ravenna nella rete delle strutture dell’Ausl Romagna”.

“Questo progetto sta ottenendo importanti risultati – ha aggiunto il dottor Lorenzo Venturini, direttore generale Cecilia Maria Hospital – che meritano di essere resi noti. Questa con l’Ausl Romagna è una importante collaborazioni con la sanità pubblica e con le istituzioni, che si affianca ad altri importanti progetti che come gruppo portiamo avanti”.