Un momento dell'incontro

La conferma dell’avvio, da settembre 2020, della facoltà di Medicina (con sedi a Ravenna e Forlì), che porterà nel nostro territorio circa 700 studenti in più, e una serie di dati, con luci e ombre, riguardanti il polo ravennate. Questo, in sintesi, quanto emerso dalla tappa ravennate di presentazione del “Bilancio sociale e strategia di sviluppo multicampus dell’Università di Bologna”, mercoledì 15 gennaio nell’Aula Tumidei di via Mariani, 5. La mattinata si è aperta con gli interventi del rettore dell’Alma Mater Francesco Ubertini, della presidente del Campus di Ravenna Elena Fabbri e del sindaco Michele De Pascale. E’ stato poi Angelo Paletta (delegato al bilancio) a presentare i dati, prima che si avviasse una tavola rotonda . Il bilancio raccoglie un rendiconto sistematico dell’investimento in attività di ricerca, didattica e terza missione dell’Alma Mater e delinea gli obiettivi per il triennio 2019-2021.

Continua l’impegno dell’Università di Bologna per contribuire alla realizzazione di uno sviluppo sostenibile, per raggiungere i 17 obiettivi dell’Agenzia 2030 delle Nazioni Unite. E su questo fronte Ravenna già fornisce un grande contributo con alcune delle sue offerte formative (17 in totale: 7 di laurea, 8 di laurea magistrale e 2 di laurea magistrale a senso unico). Sono in crescita in città gli studenti, a fine 2018 erano 1042 e la media dei laureati si attesta sui 700 annui.  Ben 174 sono i docenti e 85 gli impiegati come personale tecnico-amministrativo.

Tre le criticità emerse, ma se le prime due sono legate ad aspetti logistici (aule a volte inadeguate) od organizzativi (una scarsa programmazione e coordinamento degli eventi universitari proposti), la terza ha ripercussioni sul futuro degli studenti. Infatti a Ravenna è alta la percentuale dei neo laureati che non hanno ancora trovato un lavoro a un anno dalla laurea. E’ questo un aspetto importante su cui occorre lavorare ma, come è stato sottolineato, la collaborazione fra soggetti istituzionali, mondo delle imprese, fondazioni, e il fatto che i corsi universitari ravennati siano legati allo sviluppo economico e sociale del territorio (pensiamo non solo a Scienze Ambientali, ma anche a Beni Culturali o la laurea magistrale in Biologia Marina), potrà aiutare sempre più i neo laureati a trovare una occupazione in tempi brevi.