Piazza Saffi a Forlì

C’è anche l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese (un’entità nata nel 2014, composta da 15 Comuni, con in testa Forlì, che coi suoi 1.262 kmq e 186.000 abitanti, è la più vasta e popolosa unione italiana) tra le 44 città/unioni che hanno manifestato il loro interesse a essere nominate “Capitale Italiana della Cultura”, per il 2021, titolo istituito dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini con la legge Art Bonus nel 2014.

Le città in lizza (per la nostra regione anche l’Unione dei Comuni della bassa Reggiana e Ferrara) devono ora presentare entro il 2 marzo i propri dossier di candidatura, che verranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama per arrivare entro il 30 aprile alla selezione di un massimo di 10 progetti finalisti da invitare in audizione.

La città Capitale Italiana della Cultura 2021 verrà scelta esclusivamente sulla base di questi colloqui entro il 10 giugno, quando la giuria indicherà pubblicamente al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo la candidatura più idonea da formalizzare con delibera del Consiglio dei Ministri. La vincitrice riceverà un milione di euro per la realizzazione del programma presentato.

Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017; Palermo nel 2018. Parma sarà la Capitale Italiana della Cultura per il 2020, con un intenso calendario di eventi che partirà il prossimo 12 gennaio con l’apertura ufficiale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.