Santa Maria delle Croci
Santa Maria delle Croci

Dopo il post pubblicato su Facebook nei giorni scorsi di Luigi Milandri, l’ortopedico che fino al 31 dicembre era in servizio all’ospedale di Lugo e che si è licenziato per turni massacranti e scarsa remunerabilità del suo lavoro (scrive, tra l’altro “Se penso ai Natali senza scartare i regali con i miei figli, alle corse a Lugo o Faenza di notte con la nebbia per urgenze dopo avere lavorato dodici ore, tornando a casa alle 2 o 3 di notte e la mattina alle 8 puntuale in sala operatoria perchè la reperibilità non contempla il riposo il giorno successivo. Ai pasti regolarmente saltati, alla dilagante mancanza di rispetto da parte di un’utenza sempre più saccente ed arrogante. Tutto ciò è logorante”), riproponiamo un’intervista a Roberto Baroncelli, segretario Cisl Romagna, responsabile per il territorio di Ravenna, con il quale, qualche settimana fa su Risveglio Duemila cartaceo, abbiamo fatto il punto sulle carenze di organico in Ausl Romagna e sul progetto Ausl unica.

Ripartire dal progetto di Ausl Romagna e dalle vocazioni dei singoli territori. E riorganizzare in modo organico la crescita e l’investimento sulle specialità dei singoli ospedali. Senza dimenticare il carico di lavoro di medici, infermieri e oss. Così si affronta il problema della carenza di organico e delle liste d’attesa in ospedale per Roberto Baroncelli, segretario confederale Cisl Romagna, responsabile del territorio di Ravenna.

Il ragionamento parte dal progetto “Romagna Salute”, che porterà (entro il 2020 le previsioni) 75 studenti di medicina a specializzarsi nel nostro ospedale (e l’obiettivo è ampliare questo numero fino a 100). “Una buona notizia e un’ottima opportunità – spiega Baroncelli  – soprattutto perché il progetto ha una logica di implementazione di livello romagnolo perché, oltre ad altrettanti studenti si Forlì, sono previsti anche percorsi di specializzazione post-laurea a Cesena e Rimini. Questo permetterà di attrarre professionisti e offrire opportunità alle professionalità che già operano in ospedale”.

Proprio quello di cui c’era bisogno in un sistema ospedaliero che soffre di qualche deficit di attraente per i medici. La carenza di organico che ha portato, nei mesi scorsi, alcuni reparti alla ribalta dei media locale (si pensi alla denuncia sui quotidiani locali delle difficoltà delle gestanti di effettuare nei tempi prescritti un esame come la morfologica nel reparto di Ginecologia) sono dovuti a due fattori: “La mole di assunzioni che è stata fatta negli ultimi anni dall’Ausl è innegabile – secondo Baroncelli – ma a volte le sofferenze di certi reparti sono collegate alle tempistiche con le quali sono state fatte le sostituzioni che non riguarda solo il personale medico, ma quello infermieristico, le oss etc…

E poi c’è il tema dell’attrattività dell’ospedale per i professionisti”. Nel contesto dell’Ausl Romagna, Ravenna è certamente il territorio che si è ritrovato con meno organico, di base e integrativo. L’azienda è intervenuta con le assunzioni ma, ragiona Baroncelli, “la sensazione è che un dislivello ci sia ancora. Per quel che riguarda poi l’attrattività dell’ospedale, io credo che occorra riprendere il piano originario dell’Ausl che prevedeva specifiche vocazioni per ogni singolo territorio”. E che evidentemente non è stato sviluppato appieno.

Ravenna, ad esempio, aveva “in dote” due specialità da sviluppare: la cardiologia e la chirurgia. “L’impressione invece è che non solo non si sia pienamente realizzato i progetto ma che qualche attività funzionale ad esso si sia spostata altrove, anche in base alle vocazioni del singolo medico”. Il progetto ad esempio è quello di puntare sull’onco-ematologia, che però per funzionare adeguatamente avrebbe bisogno anche di una Chirurgia forte. Difficile che cambi qualcosa nelle politiche di indirizzo della sanità fino al prossimo 26 gennaio, data delle elezioni regionali.

“Ma speriamo davvero che non sia necessario aspettare quella data per discutere di altri due o tre temi fondamentali – conclude il segretario Cisl Romagna – il salario accessorio (un meccanismo per chi sostituisce il personale in ferie o in malattia), la retribuzione degli incarichi organizzativi e un nuovo regolamento per il part-time. Su quest’ultimo in particolare, entro giugno occorrerà decidere”.