Don Maurizio Marcheselli mercoledì sera in Seminario
Don Maurizio Marcheselli mercoledì sera in Seminario

“Senza sete, non c’è storia. Senza ricerca non si costruisce. Non ci sarebbe mai stato l’incontro tra Gesù e la samaritana, né tanti altri dei nostri incontri”. È questa la centralità del tema della ricerca nella Bibbia, ma anche nella vita, secondo don Maurizio Marcheselli, che ieri è intervenuto alla lectio aperta alla città proposta come ogni anno dalla Scuola di Formazione Teologica San Pier Crisologo, in collaborazione con la Pastorale Giovanile e Vocazionale. Un incontro che ha richiamato oltre un centinaio di persone in Seminario, molti dei quali giovani, per ascoltare il biblista, che è anche docente alla Fter e vicario episcopale della Cultura per la Diocesi di Bologna, che ha analizzato alcuni brani del Vangelo di Giovanni. Ecco la nostra intervista a don Marcheselli

Cosa cercano i giovani?“Non sono sicuro di saperlo, ma ho l’impressione che non lo sappiano nemmeno loro. Bisogna essere consapevoli che cercare vuol dire percepirsi come mancanti e quindi partire dalla percezione di bisogno e, in termini più positivi, del desiderio. Non è che non ci siano desideri, ma il contesto in cui viviamo mi pare li circoscriva a dimensioni materiali, limitate. E questo crea l’effetto di una sorta di appagamento. In pratica, so di cercare qualcosa ma quel che cerco alla fine si limita a un orizzonte circoscritto. E spesso quel che cerco mi pare che venga un po’ imposto”.

Come se ne esce? “La prima questione è recuperare la dimensione della ricerca come una dimensione che chiede autenticità e capacità di guardarsi dentro e andare oltre a quello che mi dicono che devo cercare”.

Cosa dice la Scrittura su questo?“I dialoghi di Gesù con le persone in ricerca spostano sempre l’orizzonte dalla ricerca di qualcosa alla ricerca di qualcuno: c’è una centralità della dimensione relazionale, da un capo all’altro della Bibbia. La Maddalena, ad esempio, dopo la Risurrezione cerca un cadavere: ha in mente una persona ma la pensa come un morto. Mentre Gesù la porta a riconoscere che la ricerca non può che essere orientata su un vivente”.

E sulla ricerca cosa dice la Bibbia?“Ci invita a prendere sempre sul serio le ricerche quando sono autentiche. Tra esse quelle di cose materiali: per vivere abbiamo bisogno di cose: mangiare, vestirci, non va sottovalutato. Abbiamo bisogno di affetto, di una relazione, senza la quale non si vive. Anche questo va preso molto sul serio. Ma c’è anche la ricerca di una pienezza, la dimensione spirituale, quella di Dio. Parlare di Dio non vuol dire negare gli altri livelli, ma la ricerca quando è autentica apre anche a qualcosa di ulteriore”. 

È quel di più che i giovani cercano così intensamente…è quel che diceva Papa Giovanni Paolo II ai giovani nella Gmg del 2000: “E’ lui che cercate. Lui che vi aspetta quando nulla vi soddisfa”…“Esattamente… Questo livello di ricerca è dentro di noi: si tratta di riuscire a percepirlo. È l’incontro con qualcuno che lo desta”.