Alcuni degli scout cervesi a Padova

E’ un insegnamento per la vita, che andrebbe provato”. Braian Casali sintetizza così l’esperienza vissuta a Padova dal 27 al 29 dicembre insieme ad altri dieci scout (rovers e scolte, fra i 16 e i 18 anni) del gruppo Cervia 1. La loro route invernale (uscita che solitamente si fa nelle vacanze natalizie) si è svolta a Padova nella immensa struttura (18 ettari) residenziale dell’Opera della Provvidenza di S. Antonio, fondazione religiosa della locale diocesi, che accoglie circa 500 persone con grave disabilità intellettiva accompagnata spesso da altre forme di disabilità.

“Il nostro gruppo è stato gemellato ad altrettanti ragazzi di una parrocchia di Padova e siamo stati divisi a coppie, uno scout cervese e un parrocchiano. Siamo stati divisi nei vari reparti e a ogni coppia sono stati affidati alcuni disabili”. Sono trascorsi così tre giorni, brevi ma intensi, di conoscenza, ascolto, dialogo e di servizio a queste persone che vivono in condizioni di sofferenza.

 “Essendo volontari, non ci potevano assegnare compiti di assistenza sanitaria, ma comunque quel che abbiamo fatto è servito sia a noi che alle persone assistite. Al mattino ogni coppia accompagnava un gruppetto di sei sette disabili, alcuni in carrozzina, sino alla ludoteca. E lì stavamo con loro un paio d’ore, aiutandoli a disegnare o a fare piccoli giochi. Dopo la sosta per il pranzo, si tornava in ludoteca dove c’erano delle attività di animazione proposte da diversi gruppi che vengono dall’esterno. Poi si tornava per la cena”.

Ma non mancavano le occasioni di ascolto e di dialogo con le persone disabili. “Alcuni ci hanno raccontato il loro vissuto, storie di vita molto intense e toccanti. E la cosa bella è che abbiamo superato la diffidenza iniziale di alcuni disabili: spesso queste persone hanno bisogno solo di sentirsi amate per quello che sono ed è quello che abbiamo cercato di fare. L’ultimo giorno lo abbiamo vissuto in un clima di amicizia e festa”.

E’ stata un’esperienza, conclude Casali, “che insegna a vivere di quello che tu hai e ad amarti così come sei, come sei stato creato. Per noi scout poi, che facciamo del servizio agli altri uno dei nostri punti fermi, è stata una tappa molto importante, che ci ha donato una grande soddisfazione”.