Alcuni studenti delle Classi Terze delle Scuole Tavelli dopo la visita all'Archivio di Stato

“Poter osservare dal vivo i documenti conservati all’Archivio di Stato della Prefettura di Ravenna, dove sono scritti i nomi degli ebrei deportati in seguito alle leggi razziali del 1938, ci ha permesso di scoprire le vicende, realmente accadute, di tante persone che vivevano qui, a Ravenna”. Con queste parole gli alunni delle classi terze della Scuola secondaria di Primo Grado delle Tavelli hanno descritto la visita organizzata, pochi giorni fa al Palazzo del Governo, in occasione delle iniziative per La Giornata della Memoria. 

“E’ stato fatto un inquadramento generale e una ricostruzione dell’iter legislativo che portò alla privazione dei diritti dei cittadini ebrei in Italia e sono state ricostruite le vicende di alcune famiglie ebree di Ravenna” spiega Elisabeth Rinaldi, Coordinatrice scuola Secondaria di Primo grado. 

“E’ stato interessate ed emozionante. Mi ha fatto immedesimare nelle vite degli ebrei deportati – ha raccontato Pietro, studente appassionato di storia . “E’ stato come poter toccare la storia” ha aggiunto Francesco, colpito soprattutto dalla storia di Roberto Bachi, alunno della scuola Mordani deportato ad Auschwitz. Il nome di Roberto è uno dei primi nel documento dove sono elencati gli ebrei censiti. 
Per Rocco invece è stata emozionante la storia della famiglia Levi: “Il padre, per evitare ai figli deportazione, decise di farli battezzare. Si salvarono grazie ad una famiglia di religione cristiana, che se ne prese cura dopo la scomparsa dei genitori” racconta l’alunno.
Per Cecilia e Viola poter vedere i documenti ufficiali è stata un’occasione per pensare a tutte le persone ebree deportate ed uccise. “Leggi senza senso che mischiavano razza e religione. Erano solo una scusa per poter negare i principi di uguaglianza” conclude Letizia, un’altra studentessa.

“Mediante la visione dei documenti della Prefettura abbiamo voluto affrontare i fatti storici avvenuti a Ravenna, fra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta, non solo attraverso date e parole scritte sui libri di scuola ma mostrando agli alunni documenti che testimoniano episodi avvenuti a Ravenna, 80 anni fa – spiega la Rinaldi -. L’obbiettivo delle iniziative “Per non dimenticare il Giorno della Memoria” promosse quest’anno alle Tavelli, puntano a formare una coscienza consapevole basata sui principi fondamentali dell’uguaglianza degli esseri umani e dei diritti della persona”.

Il progetto ha incluso anche delle attività svolte con gli alunni delle Prime e delle Seconde classi. Ai più piccoli è stato chiesto di raccogliere la testimonianza di nonni o conoscenti che vissero in prima persona i drammatici fatti della fine degli anni 30 o di recuperare libri o film sulla Shoah. Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, saranno lette in classe alcune poesie scritte dai bambini rinchiusi nel campo di Terezin. 
Mentre gli alunni delle classi Seconde vedranno la conferenza tenuta dalla Senatrice Liliana Segre, il 20 gennaio al Teatro degli Arcimboldi a Milano.

“Attraverso l’educazione agli ideali di pace, al rispetto delle diversità e alla dignità di ogni individuo, vogliamo formare le giovani generazioni alla lotta all’antisemitismo, contro il razzismo e la xenofobia” sottolinea la Rinaldi. 

Mercoledì 29 gennaio, al Teatro Rasi di Ravenna, alcune classi assisteranno al documentario-film “Anne Frank. Vite parallele” in cui l’attrice Premio Oscar Helen Mirren racconta la Shoah, ripercorrendo la vita di Anne attraverso le pagine del diario e la storia di 5 donne che da bambine e adolescenti vennero deportate nei campi di concentramento, riuscendo a sopravvivere all’olocausto. 

In occasione della Giornata della Memoria sarà letto il discorso pronunciato da Papa Francesco, lunedì 20 gennaio, su tema dell’olocausto. “Il discorso del Santo Padre verrà letto anche nelle classi della Scuola Primaria. Gli insegnanti estrapoleranno alcune parti, quelle più adatte ai bambini della primaria, e in classe verrà fatta una riflessione sul tema dell’olocausto. I bambini realizzeranno dei disegni sull’argomento, che poi verranno pubblicati sul sito della scuola” conclude la Rinaldi.