(foto d'archivio)

33 evasori totali completamente sconosciuti al Fisco e redditi non dichiarati per oltre 1 milione e 200 mila euro. È questo il bilancio dell’operazione “No Tax Colf” del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, che ha messo sotto osservazione la posizione di numerose collaboratrici domestiche, provenienti da Paesi dell’Est europeo, attive a Ravenna tra il 2017 e il 2019, che, pur regolarmente assunte dai rispettivi datori di lavoro, con regolare contratto di lavoro e pur avendo maturato una posizione contributiva ai fini pensionistici, hanno omesso di dichiarare i redditi percepiti negli anni, quantificati mediamente in circa 40 mila euro pro capite, e di versare le relative imposte all’Erario, rimanendo completamente sconosciute al Fisco.

Fondamentale per l’attività ispettiva delle Fiamme Gialle si è rivelata l’analisi dei dati presenti negli archivi informatici a disposizione del Corpo e l’incrocio con le informazioni acquisite presso l’INPS, ha portato all’emissione di numerosi avvisi di accertamento nei confronti delle badanti inadempienti agli obblighi fiscali, che in molti casi hanno già provveduto a saldare il proprio debito tributario ed a regolarizzare la posizione fiscale.

Le lavoratrici domestiche, impiegate come “colf”, sono una categoria di lavoratori per la quale il datore non funge da sostituto di imposta e che, pertanto, ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi quando gli introiti superano la soglia di esenzione pari a 8.000 euro.

Ora gli approfondimenti della Guardia di Finanza saranno diretti a verificare se le lavoratrici domestiche, oltre ad aver tenuto “nascosti” i propri redditi, sulla base della propria apparente condizione di “nullatenenti” abbiano anche richiesto agevolazioni per la fruizione di prestazioni o servizi sociali e assistenziali, in realtà non spettanti per effetto dei redditi conseguiti.