Un momento della Giornata

Si può affermare che “Il Cantico dei Cantici esprime in maniera sublime l’amore di Dio per tutti gli uomini e per ogni essere vivente”. Così si è espresso il rabbino capo di Ferrara, Luciano Meir Caro, presentando il testo biblico nel corso della Giornata di preghiera per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, il 16 gennaio in seminario. All’incontro erano presenti anche l’Arcivescovo monsignor Lorenzo Ghizzoni, il delegato per l’ecumenismo don Dario Kesicki, che ha introdotto la giornata, e Maria Angela Baroncelli Molducci, responsabile dell’Amicizia Ebraica Cristiana delle Romagna.

“Per noi ebrei il Cantico mostra l’amore del Padre verso il popolo di Israele – ha aggiunto il rabbino – ed è un libro importante. Lo leggiamo durante la nostra Pasqua, perché – è una delle interpretazioni del testo – esso rappresenta l’amore di Dio che viene a liberare l’uomo dalla schiavitù”. Molte comunità ebraiche leggono passi del Cantico anche il sabato, che è giorno di festa per l’ebraismo.

Durante l’incontro in seminario il rabbino ha esplicato alcune delle tante interpretazioni date al testo biblico, affermando, tra l’altro, che “la traduzione ebraica del titolo è ‘il migliore dei canti’. Negli sposi che si cercano, si rincorrono, si amano, viene espresso un amore puro e vero, spirituale e non certamente ‘pornografico’ come alcuni vorrebbero intendere”.

E a riguardo dell’autore del Cantico, che non è certo, ha detto: “Il titolo completo del libro è ‘Canto dei Cantici che è a Salomone’. Quest’ultimo era il terzo re d’Israele (dopo Saul e e Davide) e potrebbe essere l’autore. E’ possibile, ma non vi sicurezza storica, che egli poi abbia scritto in età adulta il libro dei Proverbi e in vecchiaia il Quolèt”.