Il giocatore di basket, stella dei Los Angeles Lakers, non era solo un talento eccezionale del parquet e neppure un tenace cestista, ma anche un uomo di fede. Ha sorpreso molti questo aspetto privato della sua vita da star, soprattutto perché nella sua giovinezza non erano mancati gli eccessi, eppure Bryant aveva trovato nella parrocchia Nostra Signora Regina degli Angeli il rifugio della sua anima.

Si chiama Nostra Signora Regina degli Angeli, la chiesa cattolica di Newport Beach in California dove Kobe Bryant si recava a pregare e ogni domenica si presentava puntuale a messa, talvolta anche alla prima funzione delle sette. Lo aveva fatto anche la domenica dell’incidente in cui ha perso la vita assieme alla figlia tredicenne e altre nove persone.

Ieri un servizio di preghiera è stato offerto dai parrocchiani, commossi per la sua scomparsa e dispiaciuti di non ritrovare più “il suo sorriso e la sua umiltà”. Soprattutto quella che, tra il resto, lo faceva essere uno dei tanti papà che comprano cupcakes alle figlie nelle vendite di beneficenza della parrocchia e si ingegnano per non rovesciare i dolci sul sedile della macchina che li riporta a casa.