Alta partecipazione alla Consulta dei ragazzi per il Giorno della memoria

Si è tenuta questa mattina, giovedì 30 gennaio, nella sala del consiglio comunale, alla presenza del sindaco Michele de Pascale, dell’assessora alla Pubblica istruzione Ouidad Bakkali, del viceprefetto vicario Francesca Montesi, del questore Loretta Bignardi, del dirigente dell’Ufficio X Ambito Territoriale di Ravenna Paolo Davoli, e di una delegazione del Consiglio comunale dei ragazzi di Comacchio accompagnati dall’assessora alla Pubblica istruzione, Maria Chiara Cavalieri, la seduta della Consulta dei ragazzi e delle ragazze dedicata al Giorno della Memoria.

La seduta è stata, come di consueto, l’occasione per conferire le Medaglie d’Onore concesse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri a cittadini italiani, militari e civili deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.

Nel caso specifico, il riconoscimento è andato ai familiari degli internati Elio Belli, Amedeo Gamberini, Francesco Leonetti, Aiten Proni e Walter Ravaglia. La maggior parte di loro è stata deportata in Germania per lavorare nelle industrie che servivano l’economia di guerra, tra cui le acciaierie; alcuni erano militari in servizio al momento della cattura.
I parenti presenti in aula hanno raccontato brevemente le loro storie, non senza attimi di commozione di numerosi dei partecipanti. Uno dei parenti, il figlio di un internato in acciaieria, ha mostrato un piccolo sommergibile conservato in una teca, realizzato dal padre nei suoi momenti liberi dal lavoro forzato con gli scarti di metallo; riuscì a realizzare alcuni oggetti e a portarli con sé quando finalmente tornò a casa.

“Questa giornata serve per ricordare le vittime della Shoah e della guerra, per non dimenticare – ha detto il sindaco Michele de Pascale salutando i giovani studenti presenti – e per capire la gravità di ciò che è successo e succede ancora in altri paesi, per cercare di fare in modo che non si ripeta mai più e per ringraziare persone che hanno combattuto per difenderci e restituirci la libertà, oltre che per ricordaci che siamo fortunati ma non dobbiamo dare per scontata la pace”.

Paolo Davoli, dirigente dell’Ufficio X Ambito Territoriale di Ravenna, ha esortato i giovani “a essere curiosi, ad ascoltare gli altri e le loro esperienze e a farne tesoro, perché per diventare adulti e prendere in mano la propria vita e curarsi della propria città occorre sì studiare, ma anche giocare, essere curiosi, attenti a ciò che succede attorno, imparare come si fanno le cose”.

La mattinata è proseguita dando la parola ai giovani stessi che hanno chiesto dettagli sul racconto dei sopravvissuti e una bambina è intervenuta con il desiderio non di chiedere ma di raccontare ciò che è parte della storia della sua famiglia: la fucilazione di lontani parenti durante la guerra e l’intitolazione a essi di una via nella loro città, cosa che, ha sottolineato la bambina, ha fatto entrare questa parte di storia nel suo cuore.

Sono state inoltre ricordate le figure di Roberto Bachi e della senatrice Liliana Segre, protagonisti della serata tenutasi martedì 28 gennaio alla scuola Mordani, un incontro di riflessione aperto a tutti, sui temi dei diritti e della cittadinanza attiva; l’incontro era parte del progetto “Un compagno di scuola: Roberto Bachi, Auschwitz, matricola n. 167973”, nato nel 2003 per volontà dell’allora direttore didattico Giorgio Gaudenzi, di cui ricorre quest’anno il decennale della morte.
In quell’occasione è stata letta, dall’assessora alla Cultura Elsa Signorino, la testimonianza inviata dalla senatrice Liliana Segre.