Un momento dell'accoglienza della reliquia

 “Ama la verità, mostrati qual sei (….) E se la verità ti costa la persecuzione e tu accettala; e se il tormento e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio” (dagli scritti di San Giuseppe Moscati).

Una reliquia (un osso di una mano) di San Moscati, il “medico dei poveri” vissuto a Napoli nei primi decenni del Novecento, è stata accolta alle 15 di giovedì 30 gennaio nella chiesa dell’Opera di Santa Teresa, dove rimarrà fino a domenica 2 febbraio. Diversi i fedeli presenti in chiesa per l’accoglienza e tra di loro anche alcune dame dell’Unitalsi di Ravenna che hanno poi guidato il Santo Rosario, seguito alle 16.30 dalla recita del Vespro.

Giovedì 30 ad accompagnare la reliquia e a guidare il momento di preghiera iniziale è stato padre Tommaso Guadagno, gesuita della chiesa del Gesù Nuovo di Napoli che custodisce le reliquie del santo. “San Giuseppe Moscati morì per sfinimento per il troppo lavoro, in una pausa tra una visita a un malato e un’altra”, ha detto padre Guadagno.

“Come medico, anche dal punto di vista scientifico quindi – ha aggiunto il religioso – San Moscati cercò sempre la verità ultima”, in una diagnosi, in un percorso di cura. E lo fece a rischio di scontrarsi con i maestri di medicina quasi tutti positivisti a materialisti, rigidamente avversi alle cose di fede. “Per Moscati la fede era essenziale – precisa Guadagno –. Al punto che, quando doveva stare fuori Napoli per curare un malato, chi lo accoglieva sapeva di dover cercare una chiesa dove egli potesse recarsi per la celebrazione”.

La cura per le povertà (fisiche, materiali e spirituali) era la terza pietra miliare, oltre alla scienza e ai malati, del santo. Per le visite che faceva in casa, l’onorario era regolato da un cestino con la scritta “Chi può metta qualcosa, chi ha bisogno prenda” e quando il malato era lontano, era lui stesso a portare anche denaro. E si preoccupava di orientare in senso cristiano le persone confuse. “San Moscati, un po’ come Santa Teresa, ci insegna ad amare gli altri sempre, ci insegna il senso vero dell’amore”.

Sono diversi i momenti di preghiera previsti nei prossimi giorni. Venerdì 31 gennaio si celebreranno due Sante Messe, alle 7 e alle 9.30; alle 17 si reciterà il vespro, a seguire sarà padre Tommaso Guadagno a tenere una conferenza sul santo. Sabato primo febbraio alle 7 sarà celebrata la Messa mentre, a partire dalle 15, si terranno un momento di preghiera organizzato con l’Unitalsi e i Vepri presieduti dall’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni. Ultimo momento, prima della partenza della reliquia, sarà domenica 2 febbraio alle 9.30, con la Santa Messa celebrata da don Alberto Graziani, direttore dell’Opera.