Parte oggi un appuntamento settimanale di riflessione e commento al Vangelo della domenica. Come sul settimanale cartaceo, anche su www.risveglioduemila.it troverete ogni venerdì un commento al Vangelo della domenica “bizantino”, cioè fatto da uomini e donne, sacerdoti, laici, religiosi o laici. Da qualche tempo a questa parte, infatti i nostri commenti al Vangelo sono a “tante voci”: ogni vocazione e ogni persona diversa messa di fronte al testo biblico ci regala uno scorcio e una tonalità diversa al commento: una ricchezza che vogliamo condividere anche in rete. Si parte questa settimana con il commento di due sposi della parrocchia di Mezzano.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (MT. 4, 12-23). Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Dopo 30 anni vita appartata, ancora profondamente scosso per l’arresto del Battista, Gesù decide di iniziare la sua vita pubblica. Era necessario un lungo tempo per capire. Con la fronte ancora bagnata per mano di Giovanni nel Giordano, decide che è giunto il momento di mettersi in cammino. Cercarsi una famiglia.

Gesù sceglie Cafàrnao, nella Galilea delle genti. In poche parole, decide di vivere in un luogo di contaminazione di religioni pagane, e popoli diversi da quello puro di Dio. Decide di vivere in mezzo a noi, di abitare tra i non credenti, di abitare con i non credenti. Qui viene a bussare a casa di commercianti, esattori delle tasse, soldati, casalinghe, disoccupati, migranti e faccendieri. E questo noi siamo.

Si presenta alla porta delle nostre esigenze di vita di tutti i giorni. Correre per portare i figli a scuola e riprenderli a calcio, sentire come vanno a casa i genitori e se prendono tutte le medicine, ricorrere a fare la spesa prima che chiuda e senza dimenticare nulla.

Sono le esigenze di vita di tutti i giorni, fra lavoro e famiglia, spesso dure, impegnative e totalizzanti. Ma Gesù è alla ricerca dei suoi followers proprio in mezzo a tutto questo. Nessun dottore della legge, nessun sacerdote, nessun fariseo. Qualcuno di noi avrà dubbi persino dopo averlo visto risorgere, qualcuno pure lo tradirà. Eppure lui ci ha scelti, ci ha chiamati, ci ha amati. Senza questa Sua candidatura, il popolo avrebbe continuato a vivere nelle tenebre.

Sul mare di Galilea, Gesù chiama dei pescatori. Professionisti di un’importante e vitale attività economica della zona. Gente che sa fare il mestiere, dotata di capacità, di attrezzature, che naviga acque tranquille, ma che affronta anche il mare in burrasca, col cuore in gola, certamente. Piedi su di una barca traballante e mai ferma, come la vita. E come la vita, si tratta di un mare a volte avaro, a volte generoso, e fatto di tante levatacce nel cuore della notte. In fin dei conti, il mestiere dei pescatori non è poi così diverso da quello dei genitori

Gesù chiama noi genitori. Professionisti della famiglia. Acque agitate, silenzi profondi, divisioni e gelosie. Sapremo sgridare il vento e camminare sulle acque? Certamente, è prassi quotidiana.

Simon Pietro e Andrea, suo fratello, subito lasciarono le reti. Tutto viene lasciato alle spalle, ma erano pescatori, e pescatori resteranno. Lascia sbalorditi l’immediata reazione dei discepoli. Come due genitori che prendono in braccio per la prima volta loro figlio e lasciano tutto il passato alle spalle. Si parte. E’ una scelta che non necessità di riflessione, e neppure di ripensamento. Una sequela che chiede di mettere in gioco tutta la vita, il proprio lavoro, la propria famiglia, il proprio futuro.

Certo pescare diventa un mestieraccio quando la domenica mattina arriva la domanda: oggi dobbiamo per forza andare a Messa? Ma chi ha dato a questi pesci petulanti, tanta libertà?

Ecco, forse come influencer dobbiamo perfezionare qualcosa e silenziare quei gruppi di whats’app come l’ansia, il timore, l’insicurezza. La risposta ce la da’ proprio il salmista di questa domenica: una sola cosa ho chiesto, questa sola io cerco. Abitare nella casa del Signore, tutti i giorni della mia vita.

Beatrice e Valerio Buscherini