Con l'arrivo del corso di laurea in Medicina l'ospedale di Ravenna potrà diventare un policlinico

“Sono veramente orgoglioso di questo risultato. Come Fondazione prendiamo un impegno importantissimo e… lungo. Parliamo di un contributo di 12 milioni in 15 anni”. Non nasconde la sua grande soddisfazione Ernesto Giuseppe Alfieri, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, all’indomani della delibera attuata dal Consiglio di Amministrazione dell’Università di Bologna che rende ufficiale l’attivazione, a partire già da settembre di quest’anno, dei corsi di laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia nelle sedi di Ravenna e Forlì. Un impegno economico che, unito a quelli degli altri partner di cordata per quanto riguarda il territorio ravennate – Comune di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Istituto Oncologico Romagnolo, Gruppo Villa Maria, Fondazione Flaminia e Ausl Romagna – porta a un totale di 30 milioni. Uno sforzo corale che permetterà di sostenere la qualità dei nuovi corsi e il reclutamento di docenti e personale tecnico amministrativo, oltre alla realizzazione degli spazi e delle attrezzature necessari.

L’attivazione di tale corso di laurea in Medicina a Ravenna si inserisce nel più ampio progetto ‘Romagna Salute’ che coinvolge la Regione, gli Enti del territorio e tutte le città in cui insiste l’Università di Bologna: Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. “Avendo anche il privilegio di essere membro del consiglio di amministrazione di Alma Mater – aggiunge Alfieri – ho avuto modo di poter accompagnare questo percorso, a cui lavoro da due anni, di poterlo sostenere perchè inizialmente Ravenna non era compresa. Mi sono battuto per questo traguardo. L’abbiamo sostenuto e voluto fortemente perchè crediamo che questo sia un momento storico particolare per Ravenna e per l’Università. Questo decentramento e questa distribuzione della sanità in tutte le sedi romagnole è un vero atto di qualificazione della sanità romagnola di grandissimo livello. L’arrivo a Ravenna di medicina e Chirurgia rappresenta poi il definitivo salto di qualità dell’Università in città. Ricordiamoci da dove siamo partiti 30 anni fa, con due facoltà, Scienze Ambientali e Archivistica, che a quell’epoca significava parlare del nulla. Siamo stati bravi perchè in questi trent’anni di lavoro sono arrivate facoltà importanti, specializzazioni di rilievo, e in questi trent’anni la Fondazione ha avuto un ruolo importante nella crescita dell’Ateneo, dando il suo contributo affinchè Ravenna diventasse, come lo è oggi, a tutti gli effetti, una città universitaria. Sono state gettate le basi perchè, con l’arrivo di Medicina e Chirurgia, la presenza di medici, docenti e ricercatori farà crescere il nostro ospedale fino a farlo diventare un policlinico”.