(foto d'archivio)

Più tutele per la frutta di qualità e il vino ravennate con il Disegno di legge sui reati agroalimentari appena approvato dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento, che fa diretto riferimento al testo di riforma predisposto da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti, servirà a contrastare il business delle agromafie che nel 2019 ha raggiunto un volume d’affari pari a 24,5 miliardi“. Lo annuncia con non celata soddisfazione Coldiretti, nella persona del presidente Ettore Prandini, con un comunicato diramato alla stampa, in cui spiega che “la riforma dei reati in materia agroalimentare è indispensabile per aggiornare le norme attuali, risalenti anche agli inizi del 1900, dalla lotta all’agropirateria e al falso made in Italy all’introduzione del reato di disastro sanitario fino alla possibilità di assegnare in beneficenza, alimenti e bevande confiscati che, seppure non commerciabili, siano utilizzabili e non dannosi per la salute”.

Nei 14 articoli che compongono il disegno di legge “si rafforzano gli strumenti normativi contro illeciti agroalimentari: frodi, contraffazioni – si legge nel comunicato – e agropiraterie. Il testo mira ad assicurare massima protezione alla filiera alimentare sin dal momento della produzione: sia a tutela del consumatore sia a tutela delle eccellenze nazionali Made in Italy, compresa la frutta Igp e il vino di qualità prodotto nella nostra provincia. Le agromafie si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocano l’imprenditoria onesta. Esse non operano solo attraverso furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, estorsioni, ma condizionano anche il mercato della compravendita di terreni e della commercializzazione degli alimenti stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del nostro vero o falso Made in Italy, la creazione all’estero di centrali di produzione dell’Italian sounding e lo sviluppo ex novo di reti di smercio al minuto anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy”.

“Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia – commenta a sua volta il presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte – e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione. Bene dunque il decreto perché la criminalità organizzata altera la leale concorrenza tra le imprese ed espone a continui pericoli la salute delle persone”.