Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria della regione Emilia-Romagna hanno incontrato nella giornata di ieri, giovedì 27 febbraio, l’assessore uscente alla Sanità Sergio Venturi e il direttore Generale Kyriakoula Petropulacos per chiedere alla Regione le indicazioni necessarie affinchè “tutte le prestazioni straordinarie e aggiuntive del personale – scrivono in un documento congiunto – del Servizio sanitario regionale, determinate dalla situazione di emergenza collegata al Coronavirus, vengano gestite come prestazioni aggiuntive per tutti i profili per cui si renderanno necessarie”.
Inoltre nella discussione si è concordato, nel caso di proroga della chiusura delle scuole, “l’utilizzo di permessi straordinari da parte dei dipendenti del S.S.R. – prosegue la nota stampa – che avessero necessità di conciliare i tempi di vita e lavoro in questo momento di grandissima difficoltà”.
Oltre a questo strumento sarà possibile “attivare in maniera straordinaria lo strumento del lavoro agile (smart working) – aggiungono le sigle sindacali – per garantire la continuità delle attività lavorative e ridurre la mobilità delle persone. Per tutti i pazienti che vengono da fuori regione o dalle zone a rischio verranno rinforzate le indicazioni al fine di ridurre i rischi per gli interventi che non possano essere rinviati. Abbiamo inoltre posto la questione relativa al sistema di riscossione del ticket (il cd. Malus) nel caso di mancata disdetta della prestazione, nel periodo di vigenza dell’ordinanza, e la Regione si è impegnata ad affrontare il problema”.
Nel corso dell’incontro in Regione, le sigle sindacali hanno anche segnalato, fra i diversi aspetti legati a questo momento di emergenza da coronavirus, “situazioni di carenza di dispositivi di Protezione Individuale, la gestione delle sale di attesa (nei contesti socio sanitari e più in generale in tutte le Pubbliche Amministrazioni), la definizione di procedure puntuali ed omogenee per il personale di front office e la tutela del personale impegnato nell’assistenza domiciliare“, scrivono ancora Cgil, Cisl e Uil. “Su questi ultimi punti la Regione ha raccolto le indicazioni – continua la nota stampa congiunta – e si è impegnata a trasmettere schemi di corretto approccio per la prevenzione a tutti i soggetti interessati oltre a quelli già definiti. Si è infine concordato che in base alla evoluzione della situazione ci potranno essere ulteriori incontri a monitoraggio degli sviluppi”, concludono.