Il tavolo dell'incontro del Prefetto con la stampa

Non ci sono situazioni critiche di contagio nella nostra provincia“. Lo dice e lo ribadisce più volte, il Prefetto, dottor Enrico Caterino, nella conferenza stampa indetta questa mattina in Prefettura per fare il punto della situazione sulla diffusione del coronavirus, alla presenza, fra gli altri, del vicesindaco Enrico Fusignani e del presidente dell’ordine dei medici, Stefano Falcinelli. “Non siamo in una fase di emergenza – ha ripreso il Prefetto – ma di allerta. Abbiamo fatto già diversi incontri e abbiamo chiarito un aspetto fondamentale: la necessità di dare una giusta informazione ai cittadini. L’informazione deve essere totale e corretta. Trasmetteremo sui siti istituzionali sia le ordinanze sia tutte le notizie di pubblica utilità e quelle relative all’attività dei medici”.

Il Prefetto ha poi annunciato l’attivazione di un’unità di crisi, formata anche dal sindaco di Ravenna, dal presidente dell’Ordine dei medici, dall’Ausl, dal 118, prefetto, “alla quale fare riferimento per tutti i casi dubbi o a cui rivolgersi per avere indicazioni corrette su come comportarsi nei casi specifici. Per ora la situazione è tranquilla: il sistema è preparato. L’emergenza è se c’è un focolaio accertato”.

Il prefetto ha poi invitato la cittadinanza a non farsi prendere dal panico e a non cedere alla psicosi. “La reazione dei cittadini è di eccessivo allarme – ha detto – e si sta creando un panico ingiustificato. Ci sono tante fake news da contrastare. Il cittadino deve sapere che c’è una sistema che è pronto a intervenire in caso di emergenza“.

Concetti, questi, ripresi e approfonditi dal dottor Stefano Falcinelli, presidente dell’Ordine dei medici di Ravenna. “Tutti noi, autorità e medici, siamo nel sottile confine tra la necessità di non creare allarmismo e il non sottovalutare il problema. Siamo chiamati a rispettare queste due posizioni: non dobbiamo allarmarci e dobbiamo prendere le opportune e dovute precauzioni, quelle semplici cose che possono aiutare a prevenire la diffusione del virus, come lavarsi le mani, non frequentare luoghi affollati, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca. Le mascherine? Anche qui si è creato un allarme. Quelle chirurgiche servono a una persona malata per non contagiare gli altri, non alle persone sane per non ammalarsi. I medici non ne sono stati dotati, perché sono introvabili. Si sta cercando di reperirle“.

In attesa di avere linee guida chiare e precise dall’Ausl, attese per la giornata di oggi, l’Ordine dei medici, in accordo con Prefetto e sindaci, ha approvato una serie di indicazioni ai medici di medicina generale. Falcinelli le elenca: “massima disponibilità telefonica, per cercare di capire e interpretare qual è il tipo di patologia; allertare 118 affinchè intervenga sulla persona affetta da una sintomatologia evitando che questa si presenti in ambulatorio, dove invece ci si può presentare in caso di motivi indifferibili; telefonare all’Igiene Pubblica in casi particolari; e dove è possibile creare una zona specifica nelle sale di attesa per i pazienti sintomatici”.

Infine Falcinelli ha parlato del Covid-19. “Premesso che è materia per virologi, però sappiamo per certo che questo è un virus nuovo, non è particolarmente pericoloso ma è molto contagioso e noi in questo momento non abbiamo difese, non siamo immunizzati. Ma senza creare ulteriore allarmismo, è opportuno ricordare che in Italia ogni anno muoiono 400 persone per cause dirette per l’influenza e da 4mila a 10mila per cause indirette”.