Francesca Masi e Katkut
Francesca Masi e Katkut

15 giorni in compagnia dei bimbi “più scartati” di Terra Santa, quelli dell’hogar Nino Dios (disabili o malati, semplicemente “non voluti” in una società come quella della Palestina di oggi dove vivere è già una complessa avventura), un’esperienza di fede profondissima, e condivisione con gli ultimi della terra. E’ quel che ha vissuto nelle ultime settimane Francesca Masi, collaboratrice di Risveglio Duemila e vice-presidente uscente dell’Azione Cattolica di Ravenna-Cervia partecipando al progetto dell’Ac nazionale che ha per titolo “Al veder la stella”. Ecco il suo racconto.

Masi con alcuni bimbi dell’hogar

Non si può capire Betlemme , quella grotta, quella nostra storia in cui siamo tutti iniziati senza sostare nell’hogar. Una casa che accoglie bimbi abbandonati perché toccati dalla malattia e dalla povertà. Si va all’hogar per aiutarli, curarli, accudirli, ma ben presto si sente che sono loro ad occuparsi di noi. Delle nostre vite vissute con il lavoro della mente e raramente con il cuore e il corpo. 

I bimbi e le eroiche suore del Verbo Incarnato che se ne occupano sono una cattedra altissima di spiritualità, maestre di vita e di umanità.Ho fatto questa esperienza nel 2017: partendo ho promesso loro di tornare, l’ho giurato a me stessa. 

Questa volta è stato Katkut, un meraviglioso ragazzone dall’abbraccio indimenticabile che mi ha detto “Tu torni presto”. Sì Katkut, tornerò per voi, per me, per tutti noi, per toccare la carne del Dio fatto uomo nella pietra della grotta e nel volto di ciascuno di voi, miei fratelli e maestri.

I cristiani stanno lasciando questa terra, le condivisioni sono sempre più complicate: ma questa terra è nostra, non siamo stranieri ma ne siamo figli. Qui possiamo vivere la nostra storia, i fatti che ci parlano di noi. Nella piccola e martoriata Betlemme c’è un destino grande, c’è la buona notizia che è nato per noi il Salvatore e i suoi occhi brillano in ciascuno di questi piccoli, non conformi alle regole del mondo, ma perfetti per la vita dello spirito e per la gioia del cuore”.

Francesca Masi