E’ stato presentato questa mattina nella sala di Ravegnana Radio, 11 il convegno “Il vivere e il morire. La dignità e i diritti”, in programma sabato 22 febbraio a partire dalle 9 al Cinema Corso, in via di Roma 51 a Ravenna. Il convegno è stato promosso per approfondire questa complessa e delicata tematica, di ormai sempre più stringente attualità, e per offrire ai cittadini utili elementi di discernimento e di consapevolezza sugli strumenti giuridici previsti, le implicazioni bioetiche e religiose e la dimensione scientifica dei problemi”.

Tra gli enti promotori, il Movimento per la Vita di Ravenna, Scienza e Vita Ravenna, Associazione Culturale San Michele Arcangelo, il Comitato Verità e Vita, oltre al Centro di Aiuto alla Vita di Ravenna-Cervia, organizzazione dedita all’ascolto delle donne con gravidanze difficile e alla prossimità concreta verso di loro. L’evento è posto sotto il patrocinio dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia.

Interverranno al convegno Giorgia Brambilla, docente di bioetica e di morale all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum ( sul tema “Antropologia e Antropodoxia. Quale bioetica oggi?”), Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra (“Avere coscienza degli stati di coscienza”), Giacomo Rocchi, magistrato, consigliere della Suprema Corte di Cassazione (“L’amministratore di sostegno: aiuto per chi è in difficoltà o strumento per l’eutanasia?”) e monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo metropolita di Ravenna-Cervia (“Il Vangelo della vita nella sofferenza e nella morte”). Modererà l’incontro la giornalista Raffaella Frullone.

“Partecipando a questo convegno si potrà fare chiarezza riguardo al rispetto dei diritti e alla dignità delle persone – ha affermato Mirco Coffari, presidente dell’Associazione Scienza e Vita Ravenna, durante la presentazione –. Vi sono aspetti legati alla fase terminale della vita che non sono ben conosciuti: ad esempio il ruolo dell’amministratore di sostegno o le cure palliative, che vanno garantite a tutti i malati in fase critica, come ha detto anche papa Francesco”.

Cinzia Baccaglini, presidente del Movimento per la Vita di Ravenna, ha puntato l’attenzione sulla dignità della persona malata e sull’importanza di “accompagnare queste persone”, perché se è vero che “ci sono malattie inguaribili, nessuno però è incurabile”: anche il dolore, fisico e/o mentale, persistente, si può lenire, aiutando la persona a vivere meglio la parte finale della sua vita.

 “La legge attualmente in vigore (la 219 del dicembre 2017, sulle norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, ndr) apre scenari preoccupanti – ha aggiunto – perché, in teoria, anche chi soffre di una depressione potrebbe decidere di non continuare a lottare per la propria vita” e di conseguenza scegliere un percorso che lo aiuti a morire.

La strada che si vuole indicare invece, è – ha aggiunto – quella del prendersi davvero cura della persona sofferente, per aiutarla a scegliere sempre e comunque la vita. E questo in un percorso di accompagnamento che deve vedere in prima linea anche la Chiesa, “con i suoi sacerdoti chiamati ad amministrare l’unzione degli infermi, ad andare a trovare i malati, a donare loro sollievo spirituale”.