Angelus (foto d'archivio)
Angelus (foto d'archivio)

“Continuano a giungere notizie dolorose dal nord-ovest della Siria, in particolare sulle condizioni di tante donne e bambini, della gente costretta a fuggire a causa dell’escalation militare”. Prende avvio così, durante i saluti che seguono la preghiera mariana dell’Angelus di questa domenica, l‘”accorato appello” che Papa Francesco rivolge “alla comunità internazionale e a tutti gli attori coinvolti” affinché si avvalgano – afferma – “degli strumenti diplomatici, del dialogo e dei negoziati, nel rispetto del Diritto Umanitario Internazionale, per salvaguardare la vita e le sorti dei civili”. “Preghiamo – è stato l’invito del Papa – per questa amata e martoriata Siria”. Quindi una Ave Maria ha riunito al Santo Padre tutta la Piazza San Pietro e idealmente tutti i fedeli nel mondo.

La disumana guerra in Siria, che prosegue dal 2011 causando centinaia di migliaia di vittime e milioni tra sfollati e rifugiati, è sempre stata nel cuore del Papa che ha cercato, negli anni del suo pontificato, costantemente, di sollecitare una soluzione politica praticabile, superando gli interessi di parte e puntando – come nelle parole di questa domenica – sull’azione della diplomazia e sull’efficacia del dialogo con il supporto della comunità internazionale, pur di salvaguardare i civili, specie i più deboli. 

È stata proprio l’emergenza umanitaria, in seguito all’offensiva lanciata contro la città di Idlib nel nord ovest della Siria, a spingere il Pontefice ad indirizzare una Lettera al Presidente siriano Bashar Hafez al-Assad datata 28 giugno 2019, in cui lo incoraggiava a mostrare buona volontà per sanare una situazione disastrosa preservando civili inermi e le principali infrastrutture, come scuole e ospedali. Quell’emergenza non è mai cessata e oggi, come allora, nel nord ovest della Siria si continua a morire o a scappare stretti tra le forze del regime, quelle russe e quelle turche, tanto che lo stesso Nunzio apostolico in Siria il cardinale Mario Zenari ha più volte parlato di “catastrofe umanitaria”. 

Mai tutto ciò è sfuggito a Papa Francesco. Dall’inizio del Pontificato sono stati oltre una decina gli appelli all’Angelus e al Regina Coeli. La Siria è stata una costante nei messaggi Urbi et Orbi che il Papa ha pronunciato; lo stesso è accaduto nelle udienze generali del mercoledì quando la violenza legata alla cronaca ha scosso le coscienze.

Gabriella Ceraso e Benedetta Capelli (da VaticanNews)